Borsatti accetta l’incarico di sindaco

Cimolais, sciolte le riserve. Martedì è previsto un incontro con il “rivale” Gino Bertolo, che però non sarà vice

    di Fabiano Filippin

    CIMOLAIS. Comincia a delinearsi meglio il quadro politico di Cimolais dopo l’incredibile vittoria della lista “civetta”, imbastita alla meglio qualche ora prima della presentazione delle candidature. Ieri il sindaco Fabio Borsatti ha dichiarato di accettare l’incarico. Non si dimetterà e non intende nominare lo sfidante Gino Bertolo come suo vice.

    «Non mi sembra giusto nei confronti di chi ha votato in massa la nostra formazione», ha commentato ieri Borsatti, smentendo però la ridda di voci diffuse in paese e secondo cui i due avrebbero litigato. «Con Gino c’è la massima collaborazione e condivisione – ha commentato il primo cittadino –. Martedì ci incontreremo e decideremo insieme il da farsi. Di sicuro non mi dimetterò: significherebbe lasciare Cimolais in mano al commissario ed era proprio quello che volevamo evitare prima della chiamata alle urne».

    L’amministratore ha ammesso che l’idea di Bertolo come suo braccio destro è sfumata per timore di proteste, anche da parte del suo gruppo. «Ora sto lavorando con tanti giovani a un programma serio e che cementi l’intera comunità», ha continuato Borsatti, che non nega di essere rimasto scioccato al momento della sua nomina. Va anche detto che, secondo il sindaco, lo sfidante è stato penalizzato dal fatto che ufficialmente non risiede in paese. Da parte sua Bertolo sta operando per trovare una soluzione che eviti ulteriori tensioni. «La vicenda andrebbe studiata dal punto di vista antropologico perché pur di colpire me si è cercato di fare del male all’intero paese – ha spiegato l’attuale capogruppo di opposizione, dato per favorito sino al giorno stesso delle votazioni –. Mi amareggiano le illazioni false diffuse prima e dopo le elezioni. Ora l’importante è cambiare pagina e andare avanti. I problemi della montagna non stanno lì ad attendere. Comunque è stato un onore partecipare al confronto».

    Nel frattempo l’“affaire” Cimolais è salito alla ribalta nazionale. Non era mai capitato un caso analogo nella storia italiana e anche i media, Corriere della Sera e Repubblica compresi, hanno raccontato della lista catapultata in consiglio. Ha suscitato scalpore la circostanza che due esponenti di maggioranza siano stati eletti senza prendere neppure una preferenza. E che Borsatti non sia andato neppure al seggio, lasciando che la famiglia votasse per Bertolo. «Come simbolo abbiamo stilizzato il Tremenigia, un torrente della zona che se si riempie d’acqua fa danni», ci ha scherzato su il nuovo primo cittadino di Cimolais. Mai scelta fu più azzeccata e profetica.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 maggio 2012

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