Pordenone, «Meglio di no», disse a monsignor Georg Gänswein che doveva “raccontarlo”. In Vaticano era già noto l’imminente arresto del maggiordomo pontificio
PORDENONE. «Es ist besser nicht». Meglio di no. E’ stato il Papa a chiedere a monsignor Georg Gänswein di rinunciare alla trasferta in città, prevista per giovedì sera e annullata mercoledì pomeriggio. Il segretario personale del pontefice era l’ospite più atteso alla rassegna culturale Pordenonepensa. La sua presenza era certa fino a martedì. Mai messa in discussione, tanto che all’evento avevano dedicato due pagine sia il giornale della Santa Sede, L’osservatore romano, sia quello dei vescovi, l’Avvenire. Marco Ansaldo ha ricostruito su la Repubblica il no del Papa.
Dopo il caso Ior, il Vaticano stava per essere investito da un secondo ciclone, quello più spinoso e delicato, ovvero l’arresto del maggiordomo della Famiglia pontificia. Secondo le ricostruzioni della stampa da almeno tre giorni girava voce di imminenti e clamorosi sviluppi dell’inchiesta sul furto nei palazzi apostolici di documenti riservati. Alcuni dei quali provenivano direttamente dall’appartamento papale, dove alcuni erano stati inviati al numero di fax diretto e riservato del segretario di Benedetto XVI, Georg Gänswein. E vista l’assoluta fedeltà dell’assistente tedesco (già segretario quando Ratzinger era cardinale) le indagini si erano concentrate sulle persone, poche, che avevano accesso all’appartamento apostolico.
Qui si inserisce il retroscena di Marco Ansaldo. «Gänswein per ragioni di opportunità giovedì ha addirittura rinunciato a una conferenza a Pordenone dal titolo “Vi racconto il Papa” eppure annunciata da due ampie pagine sull’Osservatore romano e su Avvenire». La ricostruzione de la Repubblica prosegue: «“Es ist besser nicht”, meglio di no, gli ha detto Ratzinger». A malincuore l’ufficio stampa di Pordenonepensa mercoledì pomeriggio aveva diramato un comunicato, quando già corriere anche da fuori provincia erano state organizzate per assistere all’evento: «Monsignor Georg Gänswein ha inviato una lettera al presidente della Provincia in cui esprime il suo rincrescimento per non poter essere presente a PnPensa a causa di impegni “improvvisi e indilazionabili”».
In molti temevano che la rinuncia fosse stata dettata dal timore che al segretario del pontefice (che doveva essere intervistato dal direttore di Raiuno Mauro Mazza) il pubblico potesse rivolgere domande sui documenti privati e delicati recentemente pubblicati in un libro. Invece no. In quelle ore si era già oltre, si era al fermo, reso noto venerdì mattina dalla sala stampa vaticana, del maggiordomo del Papa. Il quale aveva consigliato al suo segretario «molto toccato dalle critiche arrivate al pontefice attraverso le carte» di restare in Vaticano.
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