Niente dragaggi,
ecco la processione
a “numero chiuso”

Marano, la decisione necessaria a causa dei bassi fondali. Disappunto tra i fedeli, riesplode la polemica sui dragaggi

    di Francesca Artico

    MARANO. Diverse migliaia di persone, giunte anche da fuori dai confini regionali e nazionali, hanno invaso ieri Marano Lagunare per assistere alle celebrazioni dell’antichissima festa di “San Vio”, con la caratteristica processione di barche in laguna in Laguna.

    Purtroppo, a seguito dei bassi fondali, gli organizzatori delle celebrazioni, hanno posto una sorta di numero chiuso per questioni legate alla sicurezza della navigazione, alle imbarcazioni che dovevano seguire la processione, tant’è che un pullman di fedeli arrivato appositamente da Trieste, è rimasto bloccato al molo, tra il disappunto dei partecipanti.

    Centinaia di imbarcazioni arrivate da tutta la riviera friulana e veneta, si erano appostate al largo in attesa dell’arrivo della processione proprio per non avere dei problemi per i fondali bassi: ancora una volta i mancati dragaggi fanno sentire tutto il loro peso sulla navigazione nella Laguna di Marano e Grado. Comunque la festa religiosa, iniziata con la messa delle 8, e proseguita con la processione presieduta da monsignor Livio Carlino, e accompagnata dalla Banda “Stella Maris” e dal coro “Marano canta” sino al molo, dove ad attendere l’urna con le reliquie dei santi Vito, Modesto e Crescenza, erano le imbarcazioni con il “gran pavese” messe a disposizione dai pescatori, sulle quali hanno preso posto gli officianti e le autorità civili e militari.

    Oltre al sindaco di Marano Mario Cepile, erano presenti l’onorevole Ivano Strizzolo, il consigliere regionale Paride Cargnelutti, il comandante della Capitaneria di Porto di Porto Nogaro Luigi Spalluto, e il comandante della stazione dei carabinieri di San Giorgio Della Zanna. La processione quindi, attraverso i canali della laguna, accompagnata dalle litanie e canti sacri in canto popolare, è arrivata al centro della laguna, da dove è stata impartita la benedizione del mare santificando il lavoro e suffragati i morti in mare. Il corteo di barche è quindi ritornato alla chiesetta di San Vito (una volta un’isola) dove sono state riposte le reliquie dei santi, celebrata la messa e quindi fatto ritorno alla chiesa parrocchiale.

    Al pomeriggio, le celebrazioni, iniziate lo scorso giovedì con la traslazione delle reliquie dall’antica chiesetta del cimitero alla parrocchiale per essere esposte alla devozione dei fedeli, si sono concluse con i Vespri solenni. Di questa antichissima devozione si hanno notizie dal ’300, cioè quando si parla dei reliquiari del “famoso tesoro di San Vito” (rubati nel 1928) che portavano la scritta “dono della comunità di Marano 1362”. Dal 1500 in poi, attraverso le delibere che stabilivano l’elezione del “Capitano della Festa” (Marano era un’enclave della Repubblica di Venezia in Friuli), si hanno notizie dei festeggiamenti, festa che durava più giorni e per la quale si sospendeva ogni attività, che viveva il suo momento focale nella processione. La festa e la sagra di San Vio, è stata organizzata dal gruppo dei “Cani sciolti”, che dal 2006 lavorano all’organizzazione di eventi e manifestazioni senza scopo di lucro, destinando a opere di beneficenza, tra cui anche l’adozione a distanza, il ricavato.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    18 giugno 2012

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