Eleonora: «Spero che la mia danza
possa dare emozioni»

La Abbagnato con amici rende omaggio all’era di Diaghilev Meteo avverso, il gala di Mittelfest da Cividale a Udine

    di Elisabetta Ceron

    UDINE. Charme francese e lineamenti nordici, temperamento tutto italiano. Doti tecniche e interpretative d’eccezione. Eleonora Abbagnato è danzatrice attesissima a Mittelfest con Risvegli, stasera al Giovanni da Udine alle 22, anziché in piazza Duomo a Cividale, per avverse previsioni meteo. Ma la carriera di Eleonora al Palais Garnier è il segno tristemente diffuso dell’emigrazione di talento italiano all’estero. Non è un caso dunque la frequenza con cui la stella torna a ballare da guest in casa sua forte, però, non lo dimentichiamo, del contratto che la vincola all’Opéra sino a quarantadue anni (l’età della pensione dei tersicorei) e della qualità di una professione considerata e valorizzata: un folto pubblico, recite sempre piene, migliori coreografi e migliori ballerini.

    Una crisi, quella italiana, che Eleonora Abbagnato ci confessa di vivere «come tutti, con grande amarezza e preoccupazione, ma sono sicura che l'Italia ce la possa fare. Mi sento italiana, anzi siciliana, ma avendo vissuto molti anni a Parigi e avuto molte soddisfazioni professionali all'Opéra, mi sento a casa anche in Francia». E quanto al ruolo della sua arte, in un momento storico come questo, in cui la gente soffre, l’étoile afferma: «Mi auguro di regalare al pubblico che assiste ai miei spettacoli momenti di emozione e di energia positiva... Ho già danzato in Friuli: è una terra meravigliosa che, tra l'altro, mi dà una bellissima sensazione di armonia».

    «Risvegli – sottolinea Daniele Cipriani che firma il progetto della serata –, come il tema di tutto Mittelfest, vuole celebrare Sergej Diaghilev, che nel primo ’900 riunì musicisti come Satie, Debussy, Stravinskij, artisti come Picasso, e ballerini e coreografi del talento di Lifar, Nijinskij, Massine e Fokine. Fu il periodo dei Ballets Russes, segnato da una consapevolezza nuova – rivoluzionaria e scioccante come un improvviso risveglio – per le arti sceniche».

    Un programma ricercato dunque per questa danzatrice straordinaria, prima ballerina alla Garnier dal 2001. Con lei in scena Benjamin Pech (pure dell’Opéra di Parigi), Silvia Azzoni e Aleksandr Ryabko (Balletto di Amburgo), Sergio Bernal (Balletto Teatro Spagnolo di Rafael Aguilar), l’étoile Jean-Sébastien Coleau, e i solisti del Balletto Teatro di Torino: Denis Bruno, Kristin Furnes, Giuseppe Inga, Manuela Maugeri, Vito Pansini, Viola Scaglione.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    21 luglio 2012
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