Talmassons, il consigliere comunale si difende dopo la bufera per le parole su Fb. «La foto con la droga? Era solo uno scherzo nel mio bar e quello era zucchero»
TALMASSONS. Non xenofobia né razzismo, né tantomeno incitamento alla droga e al sesso estremo: il consigliere Michele Zanin respinge l’immagine creata di lui a proposito dei contenuti scambiati su Facebook. «Un evidente attacco politico nei miei confronti, finalizzato a gettare discredito sulla mia persona e ruolo politico»: si difende così il 28enne componente della maggioranza che sostiene il sindaco Piero Mauro Zanin. I messaggi riferiti non sono convinzioni personali, fa sapere, ma citazioni.
E la foto che lo ritrae mentre aspira polvere bianca è uno scherzo: non droga ma comune zucchero. «Sono incensurato – si legge in una nota di Zanin diffusa dal suo legale Mara Del Bianco - e mai coinvolto in procedimenti penali o indagini per fatti di reato. Le frasi riportate, la cui paternità mi viene attribuita, costituiscono mere citazioni di economisti, politici, frasi famose di autori e registi tra cui Sergio Leone di cui sono appassionato».
Dunque ad aver creato l’equivoco, secondo il giovane amministratore, è l’ignoranza di chi tali autori non conosce. Le quali, «estrapolate da un conteso più ampio – spiega il consigliere - sono state indebitamente interpretate mediante l’attribuzione di valenza negativa che in realtà non risulta propria. Tali citazioni sono state volutamente travisate attribuendomi la paternità di pensieri, condotte e ideologie, in realtà del tutto estranei alla mia persona».
Zanin ritiene quindi di essere oggetto di «strumentalizzazione mediante un’interpretazione artatamente precostituita e comunque falsata». Quanto alla foto che lo ritrae appunto chino sulla polvere bianca: «L’immagine è scattata nel mio esercizio commerciale Maxim Lounge a Talmassons, in un momento di festa tra amici in cui mi trovavo a scherzare con dello zucchero caduto sul bancone. Prova di ciò, i commenti divertiti rilasciati dagli amici a conoscenza dello scherzo». Zanin lamenta quindi un danno d’immagine. A riprova del fatto che la xenofobia non gli appartiene, ricorda di aver ospitato di recente una delegazione di artisti ebraici, ricevuti anche in Comune di Udine, a cena gratis nel suo locale.
Numerosi i messaggi di solidarietà giunti a Miguel Ochoa Zanin (questo lo pseudonimo del consigliere sul social network): «La cattiveria non ha limiti, siamo tutti con te». «Conosco Michele da anni, è persona educata e con sani principi morali ed etici».
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