Consiglio regionale aperto
per abolire le Province

In agosto la commissione si riunirà per studiare i provvedimenti. Tondo: «Superiamo le divisioni di questa regione».  L’obiettivo finale può essere una modifica della Costituzione, per sancire l’abolizione degli enti intermedi in regione

    di Beniamino Pagliaro

    TRIESTE. L’obiettivo finale può essere una modifica della Costituzione, per sancire l’abolizione delle Province in Friuli Venezia Giulia. Ma il percorso che inizia oggi in Consiglio regionale punta anche a individuare azioni concrete e raggiungibili senza dover attendere una complessa revisione costituzionale. La prima riunione della commissione speciale è convocata a palazzo alle 14.30: la Lega, in difficoltà per le divergenze interne al partito, potrebbe disertare, e il Pd ha già messo le mani avanti facendo sapere di non aspettarsi nulla dal centrodestra. Ma la commissione ad hoc si è data come limite la seduta d’aula del primo ottobre, e dunque una proposta non può più attendere.

    La seduta di oggi servirà sostanzialmente a fissare il calendario dei lavori, che procederanno anche nel mese di agosto. Sarà eletto un presidente della nuova commissione, e due vicepresidenti, e affidati i primi studi di ricognizione giuridica agli uffici tecnici, in particolare sugli effetti del decreto sulla Spending review del Governo che contiene le norme sull’accorpamento delle Province. Ma poi, quale sarà la strada scelta? L’analisi servirà soprattutto a comprendere quali competenze sarà facile e conveniente spostare: verso l’alto, ovvero verso la Regione, o verso il basso, verso i Comuni.

    Le variabili, come sempre, sono le risorse finanziarie e quelle umane: uno spostamento di personale dalle Province alla Regione, per esempio, non pare un percorso troppo complesso, ma dovrà essere pensato con intelligenza. Senza dubbio si partirà dai punti più rilevanti dell’attività delle amministrazioni provinciali, oggi, ovvero parte del trasporto pubblico locale, della gestione stradale, delle motorizzazioni, o ancora dell’ambito scolastico. Una delle ipotesi che sta prendendo corpo è una modifica diretta, da portare in Consiglio regionale già a settembre, dell’ordinamento regionale. La configurazione che prenderebbero le province in questo modo potrebbe essere così di «enti regionali», sul modello della Sicilia, dove le amministrazioni sono in tutti i sensi «Province regionali».

    È stato lo stesso Tondo, dopo aver incassato l’approvazione della legge sui tagli agli enti regionali, a parlare di Province, ricordando che la soppressione dei quattro enti deve scontare «un percorso complesso, che attiene alla trattativa con lo Stato, non sarà immediato» e comunque «non in questa legislatura». Il responsabile della giunta ha ribadito l’idea di «non vedere alternative tra difendere tutte e quattro le Province o sopprimerle tutte» e ha subito bocciato la proposta della Lega Nord di spostare a Udine il capoluogo regionale: «Trieste – ha notato – è l’unica città internazionale di questa Regione, il capoluogo è Trieste».

    E poi, sintetizzando l’approvazione in Consiglio della legge-Tondo sul taglio degli enti, il governatore ha sottolineato che «sempre più si ragiona in ottica regionale e non di contrapposizione territoriale. Questo è importante – ha aggiunto Tondo –, è uno dei punti su cui la Regione ha alimentato in passato la propria spesa pubblica, duplicando gli enti e i servizi, che oggi non è più sostenibile. Mi piace pensare di aver dato un contributo significativo al superamento delle divisioni di questa Regione».

    Il Pd però non carica di troppe attese il lavoro della commissione: «Abbiamo votato responsabilmente per l’istituzione della commissione, perché non bisogna lasciare scoperto nessun organismo, se ciò serve per raggiungere l’obiettivo di superare le Province nel Friuli Venezia Giulia», ha affermato il segretario regionale, Debora Serracchiani. La democratica ha anche fatto notare: «È un altro segno della debolezza di Tondo e della sua giunta». Nonostante il primo giorno agostano, la campagna elettorale si accende. «A Serracchiani – ha replicato subito il coordinatore del Pdl, Isidoro Gottardo – sembra non piacere la Commissione apposita creata anche con il voto dei consiglieri del Pd. Se sulle Province e comunque sulle cose concrete che Tondo vuole fare teme il confronto, pazienza: prendiamo atto e andiamo comunque avanti con le riforme. Non si illuda che ci fermiamo».

    Se i grandi partiti hanno comunque trovato un’unione di intenti sul superamento delle Province, Rifondazione comunista si è detta contraria. Ieri il segretario regionale Kristian Franzil ha incontrato il segretario dell’Upi, Enrico Gherghetta, denunciando l’accordo bipartisan e indicando che «non si esce dalla crisi tagliando la democrazia». Sul fronte della legge sul riordino degli enti regionali, approvata martedì sera dall’Aula, i Confidi hanno precisato che l’aggregazione non è stata decida, ma incentivata con processi di aggregazione.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    02 agosto 2012

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