Edifici statali in vendita
ma cadono a pezzi

Gorizia, anche buona parte del patrimonio comunale versa in pessimo stato: villa Frommer, le vecchie casermette di via Montesanto, l’ex scuola Pitteri

    di Ilaria Purassanta

    GORIZIA. La dote di edifici pubblici dismessi, in città, è molto ricca. Sono sedici gli immobili, fra proprietà dello Stato, del Comune e della Regione, abbandonati a se stessi. Lo stato di conservazione è pessimo, fatta qualche rara eccezione. In provincia di Gorizia le proprietà finora messe in vendita dal Demanio, invece, sono undici. Sono tutti terreni, edificabili o agricoli, fatta eccezione per l’ex sede della commissione tributaria provinciale, in via Dante. Finora sono rimasti senza acquirenti. Il governo Monti intende mettere all’asta edifici pubblici e caserme per incamerare risorse finanziarie. Sarà la volta buona anche per le proprietà goriziane?

    Nel capoluogo isontino appartengono allo Stato due siti molto vasti: la ex caserma Pecorari di via Boemo e l’aeroporto Duca degli Abruzzi in via Trieste. In via Leopardi troviamo l’ex Provveditorato agli studi, di proprietà dell’Inam. Per la palazzina Liberty, edificata nel 1914, più di un anno fa si prevedeva un nuovo destino: la sede dell’ufficio tavolare provinciale. Non se ne è saputo più nulla. Lo stabile che versa nelle condizioni migliori è l’ex sede della Banca d’Italia in via Codelli, anche perché è stata chiusa di recente e viene sottoposta a interventi di manutenzione costanti. A Straccis rimane tuttora inutilizzato l’edificio di via Ponte del Torrione, di proprietà della Regione. Da quando è stato sbaraccato il centro sociale, per via delle condizioni di inagibilità, lo stato di degrado avanza e non si intravedono progetti di recupero all’orizzonte.

    Fra i gioielli che si sfaldano sotto l’impietoso incedere del tempo, figurano anche due dimore storiche: villa Frommer e villa Serena. La prima fa parte del lascito del conte Guglielmo Coronini. Costruita nel 1850, è ridotta oramai a un rudere. Nel 1993, tre anni dopo il passaggio alla Fondazione Coronini-Cronberg, fu devastata da un incendio. Rovi e sterpaglie ne deturpano le spoglie e l’immenso parco, nel cuore di Montesanto, ha perso tutto il suo appeal. Resiste in discrete condizioni, invece, villa Serena, parzialmente utilizzata come sede di associazioni, in passaggio Zamenhof: è una dei cinque beni di proprietà municipale. Il patrimonio immobiliare del Comune comprende anche le ex casermette di via del Monte Santo, l’ex stabilimento dei bagni pubblici in via Cadorna, l’ex scuola Pitteri di via dei Cappuccini e l’ex autorimessa per i trasporti urbani in via di Manzano.

    Le casermette, trasformate in discariche abusive da alcuni incivili, sono transennate per evitare di mettere a repentaglio l’incolumità dei passanti. È la condizione dei tetti, in particolare, a destare preoccupazione, sia per quanto riguarda l’autorimessa che per la Pitteri. Servirebbe un poderoso quanto costoso intervento di ristrutturazione per rendere agibili le strutture. La Fondazione Coronini-Cronberg vanta un’altra proprietà: Palazzo Studeniz della Torre in largo Culiat. Nella lista dell’Ater, invece, c’è l’ex collegio Filzi di via Pola, a suo tempo individuato come possibile sede di una nuova casa dello studente. L’ex sala del cinema della Stella Matutina in via Nizza, dove sarebbe dovuto sorgere il campus universitario, giace nelle mani dell’ateneo friulano. Restano in attesa di una destinazione anche due cattedrali nel deserto: l’immenso ex complesso ospedaliero di via Vittorio Veneto e il fu ospedale pneumologico, al civico 153 nella medesima via, entrambi di proprietà dell’Azienda sanitaria isontina.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    14 agosto 2012

    Lascia un commento

    Casa di Vita

    Barrette di riso soffiato e albicocche secche

    Altri contenuti di Cronaca

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ