Cuccioli d’orso avvistati
lungo la regionale 464

Segnalazioni effettuate da due automobilisti e un autotrasportatore. I sopralluoghi di guardie forestali e vigili del fuoco non hanno fornito conferme

    di Giulia Sacchi

    FANNA. Nuovo avvistamento di plantigradi nel Maniaghese: stavolta si tratterebbe di due cuccioli di orso, che, ieri mattina, pare fossero alle prese con una carcassa di capriolo, lungo la strada regionale 464, che da Maniago conduce a Spilimbergo, tra il locale Edelweiss e la Cementizillo di Fanna. A segnalare la presenza dei piccoli plantigradi sono stati due automobilisti e un autotrasportatore che stavano transitando lungo l’asse viario. I cuccioli, di solito, non si muovono da soli, ma sono accompagnati da un esemplare femmina, di cui, però, non è stata rilevata la presenza, come invece era accaduto lo scorso agosto a Redona, nel comune di Tramonti di Sopra.

    Nel corso della giornata di ieri, sono stati effettuati sopralluoghi da parte degli uomini della guardia forestale e dei vigili del fuoco, che hanno perlustrato accuratamente le zone circostanti al luogo dell’avvistamento, al fine di trovare le tracce inconfondibili del passaggio dei plantigradi, ovvero le orme. Si tratta di capire se gli orsi siano scesi a valle dai monti del Maniaghese, dove la loro presenza è stata segnalata più volte nei mesi scorsi, dal monte Jouf, dove un esemplare ha sbranato alcune pecore e capre dell’allevamento di Doriano Mazzoli, al San Lorenzo, in comune di Fanna, e al Fara, in comune di Andreis. Quello di ieri sarebbe, però, il primo caso in cui un orso ha raggiunto una zona tanto a valle e vicina ai centri abitati: gli avvistamenti in zone pianeggianti sono, infatti, molto rare.

    Stando a quanto dichiarato dagli esperti, i plantigradi sarebbero scesi così in basso per effettuare provviste in vista dell’imminente letargo, cui mancano pochi giorni: il maltempo avrebbe, infatti, impedito loro di racimolare il cibo a quote più elevate, dove sono soliti muoversi. Gli orsi avrebbero, quindi, seguito le impronte lasciate dai caprioli e sarebbero arrivati nei boschi e prati che costeggiano la strada regionale 464. Le modalità con cui è stato sbranato il capriolo, però, sollevano un grosso interrogativo negli esperti: dall’esame della carcassa non è possibile confermare con sicurezza che a sbranarlo siano stati plantigradi, ma l’animale potrebbe essere stato oggetto di predazione da parte di un altro esemplare che domina il territorio, ovvero il cinghiale.

    Soltanto una volta effettuato il ritrovamento di impronte delle zampe dei plantigradi, operazione resa molto difficile dalle abbondanti piogge di questi giorni, nonché di reperti oggettivi, come escrementi e pelo, la cui analisi mitocondriale dà anche la mappatura genetica e il nome dell’esemplare, sarà possibile affermare con certezza che quelli avvistati dagli automobilisti sono proprio due cuccioli di orso.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    13 novembre 2012

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