Sacilese, danni mai così ingenti

Aziende con l’acqua alla gola: a San Giovanni di Livenza la piena del fiume ha messo in ginocchio case e capannoni artigianali

    di Chiara Benotti

    SACILE. Aziende con l’acqua alla gola: a San Giovanni di Livenza la piena del fiume ha messo in ginocchio case e capannoni artigianali. Lo zoom sui danni a Sacile si fa in centro e in periferia e quello degli effetti della montagna d’acqua che ha tracimato è un film che si ripete.

    «Non si era mai vista in passato l’acqua nei garage – dicono in un condominio in via Isonzo –, qualcosa è cambiato a San Giovanni di Livenza». «Siamo a terra – dicono gli artigiani e piccoli imprenditori –. L’acqua aumenta anno dopo anno». La paura vissuta va nel conto dello stress psico-fisico e anche degli euro che sono da spendere per tornare alla normalità. Con la crisi del lavoro che galoppa, è uno schiaffo alla miseria.

    In periferia. «Danni più pesanti di quelli subiti nell’inondazione 2010». L’azienda a conduzione familiare Mazzon a San Giovanni di Livenza non molla, ma il conto spese per ripartire, con la casa e l’azienda allagate, arriva sino a 20 mila euro. «E’ stata emergenza dura, domenica scorsa – ha ricordato i momenti terribili Enrico, che è titolare con il resto della famiglia della ditta di semilavorati del legno –. L’acqua ha raggiunto l’altezza di 20 centimetri in casa e di un metro nel capannone. Abbiamo sistemato subito le cose e l’attività è appena ripresa, ma tanto resta da fare».

    L’azienda ha ricevuto qualche settimana fa il rimborso dei danni subiti nel 2010: circa 4 mila euro. «Danni ora moltiplicati per cinque – dicono gli artigiani nella Strada bassa –. Abbiamo lavato i motori delle macchine subito e pulito dal fango casa e capannone. E’ stata un’inondazione eccezionale. Ci stanno usando, forse, come cassa di espansione: non abbiamo mai raggiunto questi livelli d’acqua». Le famiglie Mazzon hanno grinta da vendere e predicano il credo nel lavoro. «A fine settimana torneremo a regime – sono quattro in reparto –. Il nostro appello è chiaro: quello di non esagerare con le casse di espansione perché il limite massimo di tolleranza è stato raggiunto».

    Il sostegno. La Bcc Pordenonese mette a disposizione delle famiglie e delle imprese di Sacile un plafond straordinario di 5 milioni di euro. «E’ un concreto sostegno nella situazione di emergenza – dicono dall’agenzia di viale Zancanaro – provocata dagli allagamenti di questi giorni». L’iniziativa a favore delle imprese vede la collaborazione del Confidi Pordenone che interverrà con la propria garanzia. «Il Comune riconosce che grazie a questa iniziativa – confermano in municipio – la Bcc Pordenonese dimostra la sua attenzione e vicinanza al territorio». Gli imprenditori invocano lo stato di calamità e lo snellimento dell’iter burocratico per chiedere i rimborsi sui danni accusati. «La trafila dei moduli e documenti 2010 – ha detto un imprenditore a microfoni spenti – è costata un occhio della testa».

    In Comune. La conta dei danni a carico del Comune ha numeri alti nella centrale termica di palazzo Ragazzoni-Biglia. «Circa 10 mila euro di danni dovuti all’allagamento che ha mandato in tilt la cabina con i quadri elettrici – ha sottolineato l’assessore Christian Sanson –. Stiamo cercando una soluzione per installare una pompa: il problema è quello dello spazio che è ridotto nella sala macchine». Danni anche al riscaldamento del Centro giovani Zanca, acqua nel bocciodromo e pesanti tronchi da rimuovere: sono incastrati sulle cascate dietro il torrione di palazzo Ragazzoni.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    14 novembre 2012

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