IL CASO

Impiegata gioca i soldi dei correntisti Sottratti 2 milioni

Il difensore aveva cercato di dimostrarne l’irrefrenabile impulso per il gioco d’azzardo. Perché Simonetta Carri, 51 anni, di San Giorgio di Nogaro, con i quasi 2 milioni di euro sottratti a 121...

    Il difensore aveva cercato di dimostrarne l’irrefrenabile impulso per il gioco d’azzardo. Perché Simonetta Carri, 51 anni, di San Giorgio di Nogaro, con i quasi 2 milioni di euro sottratti a 121 correntisti dell’ufficio postale di Latisana, dove aveva lavorato per anni, non aveva fatto altro che giocare. In modo compulsivo, seduta ai tavoli verdi e alle slot machine dei casinò sloveni, puntando e poi “bruciando” e poi puntando di nuovo fiches di tutti i colori, come la più accanita delle scommettitrici. E anche il pm, pur sollecitandone la condanna, aveva chiesto che le attenuanti generiche fossero considerate prevalenti sull’aggravante dell’elevata entità del danno.

    La sentenza pronunciata dal gup del tribunale di Udine, Roberto Venditti, non ha concesso sconti. Scoperta dai colleghi e denunciata alla Polizia postale, la donna aveva ammesso le proprie responsabilità. Il processo, ora, ha semplicemente quantificato la pena: tre anni e dieci mesi di reclusione a fronte dei tre chiesti dal pm Marco Panzeri, oltre all’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. E senza riqualificare l’ipotesi di reato del peculato, contestatale dalla procura, in quella meno grave dell’appropriazione indebita, invocata invece dal difensore, avvocato Massimo Vittor.

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    27 novembre 2012
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