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118: con centrale unica e avvio 112 meno chiamate e più missioni

Trieste, 11 agosto - Meno chiamate gestite dal 118, in particolare perché il numero unico per le emergenze 112 opera da filtro e consente così di scartare o reindirizzare quelle di carattere non sanitario. E parallelamente più missioni di pronto intervento sul territorio regionale, in tempi più rapidi, missioni che però per una percentuale piuttosto elevata (77%) sono effettuate per fronteggiare situazioni di non particolare gravità (codici bianchi e soprattutto verdi). Questo, in sintesi, quanto emerge dall'analisi dei primi dati comparativi a disposizione della direzione centrale Salute della Regione, che ha messo a confronto chiamate ed interventi effettuati tra il 4 aprile (giorno di avvio a Palmanova dell'attività della Sala operativa regionale emergenza sanitaria - Sores, ovvero la centrale unica del 118) e il 30 giugno 2017, e lo stesso periodo dello scorso anno, quando ancora tutto era gestito da quattro centrali provinciali. Poco meno di un trimestre, dunque, che però grazie a dati particolarmente eloquenti già consente di trarre un primo bilancio. 70.939 sono state, in questo periodo, le chiamate gestite dal 118 unico, ovvero circa 830 giornaliere. Negli stessi giorni del 2016 erano state 121.550, dunque con un calo netto di 50.611 di telefonate, pari al 41,6% in meno. Nello stesso arco di tempo le missioni attivate, ovvero gli interventi dei mezzi di soccorso, sono aumentate, passando da 28.838 a 30.843 (2.005 in più, quasi il 7 per cento): una media di 360 al giorno. "Tutto ciò - sottolinea l'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca - ha significati precisi e risponde pienamente alle attese. La riduzione delle chiamate è il frutto dell'introduzione di nuove tecnologie (app e geolocalizzazione) e soprattutto dell'avvio operativo del numero unico per le emergenze 112; un servizio che evidentemente in questi tre mesi, anche in situazioni particolari come la recente ondata di maltempo che ha originato un picco di chiamate, ha saputo filtrare migliaia di telefonate improprie, consentendo agli operatori del 118 di concentrarsi effettivamente sul loro compito, quello di far fronte esclusivamente alle emergenze sanitarie, alleggeriti da pressioni inutili". Per Telesca, poi, "il maggior numero di missioni è anche il risultato del nuovo Piano dell'emergenza urgenza, che ha messo a disposizione sull'intero territorio regionale più mezzi di soccorso e con una loro distribuzione più capillare, in un quadro di contestuale potenziamento degli organici". L'analisi dei dati mette poi in risalto che per i codici più gravi (rossi e gialli) i tempi di soccorso, ovvero quelli che intercorrono dalla chiamata all'arrivo di un'autoambulanza o di un'automedica, in questi tre mesi hanno rispettato gli standard nel 71,7% dei casi, contro il precedente 64,2%. "Un fattore positivo che non ci basta e quindi siamo impegnati per migliorare ancora", promette Telesca. Così come secondo l'assessore regionale alla Salute bisogna ancora adoperarsi per accrescere l'appropriatezza degli interventi. Le quasi 31 mila missioni effettuate hanno riguardato per lo più codici verdi (persone che non corrono un rischio immediato) e talvolta anche bianchi: 24.956 in totale, e dunque con 5.887 codici tra rossi (persone in pericolo di vita) e gialli (con problemi gravi). In proposito Telesca sottolinea che "gli operatori del 118, che ricevono e gestiscono la richiesta di soccorso secondo precisi protocolli, sono perfettamente addestrati a distinguere e quindi ad effettuare il triage, ovvero la scelta tra chi ha più bisogno di cure. Ma è anche vero che talvolta le ambulanze si muovono per soccorrere persone la cui situazione clinica e sanitaria non è particolarmente grave, con il rischio che in casi limite non ve ne siano prontamente disponibili quando l'emergenza è molto più seria". L'assessore regionale ricorda inoltre che in Friuli Venezia Giulia si è lavorato molto anche su un altro aspetto. "Un trasporto di una persona ferita o ammalata - spiega - per essere efficiente non deve solo essere rapido. E dunque il paziente non va trasporto semplicemente al pronto soccorso più vicino ma al pronto soccorso dell'ospedale più attrezzato per assicurare le cure più appropriate per il tipo di patologia. Va in quest'ottica la costruzione di reti specifiche per la presa in carico, ad esempio, di traumi cranici, ictus, infarti". Ad ogni modo l'ottimizzazione del pronto soccorso sanitario, con interventi più efficienti e tempestivi, "necessariamente ruota anche intorno alla sensibilizzazione dei cittadini e dalla loro conoscenza delle caratteristiche e delle potenzialità del servizio". Da qui il suggerimento di "chiamare preferibilmente da telefono fisso quando si è ad esempio all'interno della propria abitazione, perché la localizzazione della chiamata è più immediata, e di scaricare sul proprio telefonino la app 112 "Where are you", che consente anche di inviare una richiesta di soccorso senza parlare con un operatore. Infine l'appello ad evitare un utilizzo improprio di questo importante servizio: "telefonate dirette al 118 (che in effetti sono ancora possibili) devono essere effettuate solo in caso di emergenze sanitarie, e non certo per segnalare l'allagamento di uno scantinato, come purtroppo è accaduto anche in questi ultimi giorni, durante la violenta ondata di maltempo". ARC/PPD

fonte: Agenzia di informazione della Regione Friuli Venezia Giulia


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