A Pordenone una panchina
anti-immigrati e anti-punk
di Enri Lisetto
C’è chi l’aveva scambiata per un’opera d’arte, chi per una cappa da cucina provvisoriamente “depositata” in giardino, in attesa di collocazione definitiva. Invece no, è tutto più semplice: i condomini di viale Trento, ormai “stremati” da mesi di proteste perché le loro panchine erano diventate un terminal di sosta non solo di stranieri, ma anche di italiani fino a notte fonda, hanno tagliato la testa al toro. Le bocche di lupo non si possono togliere e allora le hanno coperte. Sperimentando un nuovo modello di “architettura”. E’ stata l’assemblea condominiale (l’area è privata) a deliberare la singolare soluzione che taglia la testa al toro. «Avevamo atteso l’intervento dell’amministrazione pubblica – raccontano alcuni condomini – e visto che non c’è stato, abbiamo provveduto da soli, visto che l’area è comunque privata». Detto e fatto, la piazzetta che si trova a metà di viale Trento ha cambiato volto. Al centro della piazzetta, infatti, si trovano le bocche di lupo dei garage che consentono l’areazione dei locali sottostanti e quindi non possono essere coperte. Chi aveva progettato il condominio, aveva adottato un’altra soluzione: la realizzazione di panchine in graniglia. Vi sedevano la sera (ma spesso anche di giorno) i condomini, poi i tempi sono cambiati, come, in questi mesi, hanno raccontato loro stessi. «Escrementi e immondizie dappertutto, schiamazzi e gente che bivaccava»: lo scenario descritto la primavera scorsa. Petizioni all’amministrazione comunale, ronde padane, contro-ronde di varie associazioni, vigilanza permanente, telecamere, ma il problema, a quanto pare, non è stato risolto (anche se, a onor del vero, anche ieri in viale Trento c’era un presidio di agenti di polizia municipale). E così i condomini si sono riuniti in assemblea. Visto che l’area è privata, hanno deciso di risolvere il problema alla radice, investendo nella soluzione oltre tremila euro. «Le panchine non le possiamo più usare – devono aver pensato – e così le eliminiamo». E hanno individuato una soluzione architettonica piramidale, subito ribattezzata dai passanti come “panchina-antimmigrato”. Sopra le
panchine in graniglia – disposte a quadrato – è stata collocata un’armatura di alluminio che impedisce alla gente di sedersi. «E’ il condominio il proprietario della struttura – hanno ribadito ieri i condomini – e quindi l’assemblea ha votato e approvato la soluzione. L’armatura di alluminio impedisce alla gente di sedersi, perché ormai non se ne poteva più». «Non è questione di essere razzisti – ribadiscono – perché non c’era solo il problema stranieri». Nell’area, dicono i residenti, sostava anche un gruppo di punk a bestia, mentre «a pulire toccava sempre noi». Perché «lattine, bottiglie e vari rifiuti abbandonati, per non parlare di escrementi, erano all’ordine del giorno». Soluzione efficace? «Sì, da quando sono state collocate quelle barriere in alluminio – concludono alcuni residenti – il problema è stato risolto».
(10 ottobre 2007)