Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
sabato 21.11.2009 ore 15.47
PUBBLICITÀ
UDINE, SITUAZIONE DI DEGRADO

"Campo nomadi da chiudere"
Il sindaco: l'area è insicura

«Il campo nomadi di via Monte sei busi deve essere sgomberato». Furio Honsell non vuole diventare un sindaco sceriffo, ma di fronte alle precarie condizioni igieniche in cui vive un centinaio di persone, per buona parte residenti in quel luogo, definirà un programma di progressiva integrazione delle famiglie rom in città. Sarà un’operazione graduale che consentirà di liberare l’area demaniale dove trovano spazio le roulotte e le baracche abusive. Negli ultimi giorni, complici il dibattito sul Piano sicurezza e le retate anti stranieri effettuate in varie città italiane, la questione legata al campo nomadi di via Monte Sei Busi è tornata d’attualità. Anche perché quelle baracche costruite senza alcuna autorizzazione sono per lo più prive di bagni e i bambini giocano tra i cavi elettrici volanti e in mezzo al fango quando piove. «Il campo di via Monte sei busi oltre a non essere un campo sosta è abusivo, non rispetta alcuna norma di sicurezza e quindi deve essere sgomberato» insiste il sindaco, sapendo bene che la misura non può essere presa dall’oggi al domani. Honsell, infatti, non vuole essere un sindaco sceriffo, ma non può neppure accettare che la legalità continui a venir meno. Da qui la decisione di varare un Programma di progressiva integrazione per le decine di famiglie che vivono nell’area di proprietà demaniale, a fianco del cimitero di Paderno. A varare il Programma di recupero sarà un pool di operatori sociali che vaglierà le condizioni dei minori e delle persone più deboli della comunità rom. «Il campo va sgomberato, ma non si può fare con un’ordinanza di inabitabilità perché non funzionerebbe» insiste il primo cittadino, deciso ad avviare le valutazioni in tempi abbastanza rapidi. Impossibile, però, stabilire quando l’area di via Monte sei busi sarà completamente sgomberata anche perché, ribadisce Honsell, «bisogna farlo con un intervento graduale e di condivisione con chi vive lì». Tant’è che Honsell nel Programma di integrazione dei rom pensa di coinvolgere anche il consigliere dell’opposizione, Piergiorgio Bertoli (Pdl), l’avvocato che più volte a preso le difese dei nomadi. I costi. Il Comune,
mediamente, una volta all’anno, è costretto a ripulire le aree adiacenti al campo nomadi di via Monte sei busi visto che tra le abitudini dei rom rientra l’abbandono dei rifiuti anche pericolosi, come le bombole di Gpl. Il bando per bonificare l’area addestrativa “Piazza d’Armi di Planis” è stato appena pubblicato. L’intervento costerà 205 mila euro più Iva ed è finanziato da un contributo regionale. A questa cifra, però, vanno aggiunti altri 10 mila 299 euro per oneri relativi alla sicurezza. Questa cifra non è soggetta a ribasso. Le imprese interessate dovranno presentare le offerte entro le 12.15 del 13 giugno a palazzo D’Aronco. La storia. Il campo di via Monte Sei Busi risale al secondo dopoguerra. Ha preso il posto del villaggio metallico dove trovarono “rifugio” gli esuli istriani. «Le prime famiglie Braidic e Levacovic sono arrivate a Udine subito dopo la guerra. In Istria, quelle stesse famiglie, avevano una casa, facevano i contadini e vivevano scambiando gli oggetti che producevano artigianalmente» racconta il già presidente dell’Opera nomadi, Carlo Innocenti, nel ricordare che negli anni Cinquanta i primi nomadi non sapevano né leggere, né scrivere. «Nessuno li rappresentava» continua Innocenti, nel ricordare che quella presenza è rimasta priva di attenzioni fino a quando il sindaco Candolini si pose l’obiettivo di raggiungere i 100 mila abitanti. Per farlo decise di promuovere la presenza dei nomadi in città. E così in via Monte sei busi si raggiunse la punta massima di 300 occupanti. E se lo stesso Candolini favorì la politica degli aiuti che prevedeva contributi sulla base dei componenti del nucleo familiare, chiedendo in cambio garanzie sulla frequenza scolastica dei bambini, con il passare degli anni quella presenza iniziò a disturbare chi non tollerava più veder trasformare i bagni realizzati dal comune, danneggiati dal gelo e mai riparati, in ricoveri per il ferro vecchio. Il resto è storia recente che, ora, potrebbe registrare la parola fine.
(21 novembre 2009)
Ultim'ora
Gedda, 15:42 BERLUSCONI, L'UE HA FATTO LE UNICHE SCELTE POSSIBILI Gedda, 15:38 BERLUSCONI: PREZZO DEL GREGGIO, BUONA POSIZIONE SAUDITA Gedda, 15:32 BERLUSCONI: PREOCCUPA SITUAZIONE IN IRAN E MEDIO ORIENTE Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Il primo volo dellA380 Il primo volo dell'A380
Testate locali
Annunci (Udine e Friuli Venezia Giulia)
Annunci di lavoro (Udine e Friuli Venezia Giulia)
Enti e tribunali (Udine e Friuli Venezia Giulia)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006