Belci (Cgil) ribadisce:
no ai 3 anni di residenza
UDINE. Ne chiede la cancellazione durante il
dibattito in Consiglio. Perchè per il segretario Fvg della Cgil,
Franco Belci, aver triplicato il requisito per l’accesso degli
immigrati ad alcuni sostegni sociali, portando la necessità di
residenza in Fvg da uno a tre anni, è una scelta irragionevole,
inutile e demagogica.
La norma è stata approvata in Commissione, su richiesta della Lega,
e modifica l’accesso a contributi come quelli del Fondo di
solidarietà regionale, ex Fondo povertà, che per il 2010 dispone di
10,5 milioni.
«Su questo ennesimo diktat leghista alla maggioranza – dichiara
Belci – non possiamo che ribadire le critiche di merito che ci
hanno già portati a scendere in piazza con Cisl e Uil contro la
legge 39, approvata a ottobre. Se già ci trovavamo in un quadro di
costituzionalità molto dubbia, questa nuova norma peggiora
ulteriormente le cose e ci auguriamo che venga cancellata in sede
di approvazione definitiva della Finanziaria. Ci aspettiamo quindi –
conclude Belci – uno scatto d’orgoglio da parte del presidente Fvg
Renzo Tondo e delle altre forze della maggioranza, che sull’i
mmigrazione non possono continuare a essere succubi dell’i
ntegralismo leghista».
Sulla nuova norma interviene anche Maurizio Salvador (Udc),
firmatario dell’emendamento insieme a Daniele Galasso (Pdl), Ugo De
Mattia (Ln) e Roberto Asquini (Gm). E Salvador sostiene che non si
sia trattato di un blitz in Commissione. «Non è così – dice il
centrista – e l’Udc non è sotto ricatto della Lega. Prima di votare
la norma abbiamo chiesto precise garanzie all’assessore regionale
Vladimir Kosic, sia per una verifica di compatibilità della norma
votata con la legge Bossi-Fini, sia per una valutazione sulla
ricaduta che la stessa comporterebbe in relazione alle poche
funzioni per le quale viene introdotto il limite dei 36 mesi. Giova
ricordare, infatti, che gran parte degli interventi previsti dal
Fondo di solidarietà regionale, non richiederanno, neanche dopo l’a
pprovazione di questa norma, un requisito diverso da quello della
residenza attualmente in vigore».
Il Pd ha promesso battaglia in Aula, ma Salvador spiega: «Il Pd
vuole una verifica sulla costituzionalità della norma e sul
rispetto del legge Bossi-Fini – conclude Salvador – risposte che
Kosic si è impegnato a fornire prima dell’approdo in Aula della
Finanziaria. Se dovessero emergere elementi ostativi, l’Udc non
avrà alcun problema a presentare un emendamento soppressivo della
nuova norma».
(06 dicembre 2009)