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domenica 14.03.2010 ore 19.05
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Belci (Cgil) ribadisce:
no ai 3 anni di residenza

UDINE. Ne chiede la cancellazione durante il dibattito in Consiglio. Perchè per il segretario Fvg della Cgil, Franco Belci, aver triplicato il requisito per l’accesso degli immigrati ad alcuni sostegni sociali, portando la necessità di residenza in Fvg da uno a tre anni, è una scelta irragionevole, inutile e demagogica.

La norma è stata approvata in Commissione, su richiesta della Lega, e modifica l’accesso a contributi come quelli del Fondo di solidarietà regionale, ex Fondo povertà, che per il 2010 dispone di 10,5 milioni.

«Su questo ennesimo diktat leghista alla maggioranza – dichiara Belci – non possiamo che ribadire le critiche di merito che ci hanno già portati a scendere in piazza con Cisl e Uil contro la legge 39, approvata a ottobre. Se già ci trovavamo in un quadro di costituzionalità molto dubbia, questa nuova norma peggiora ulteriormente le cose e ci auguriamo che venga cancellata in sede di approvazione definitiva della Finanziaria. Ci aspettiamo quindi – conclude Belci – uno scatto d’orgoglio da parte del presidente Fvg Renzo Tondo e delle altre forze della maggioranza, che sull’i mmigrazione non possono continuare a essere succubi dell’i ntegralismo leghista».

Sulla nuova norma interviene anche Maurizio Salvador (Udc), firmatario dell’emendamento insieme a Daniele Galasso (Pdl), Ugo De Mattia (Ln) e Roberto Asquini (Gm). E Salvador sostiene che non si sia trattato di un blitz in Commissione. «Non è così – dice il centrista – e l’Udc non è sotto ricatto della Lega. Prima di votare la norma abbiamo chiesto precise garanzie all’assessore regionale Vladimir Kosic, sia per una verifica di compatibilità della norma votata con la legge Bossi-Fini, sia per una valutazione sulla ricaduta che la stessa comporterebbe in relazione alle poche funzioni per le quale viene introdotto il limite dei 36 mesi. Giova ricordare, infatti, che gran parte degli interventi previsti dal Fondo di solidarietà regionale, non richiederanno, neanche dopo l’a pprovazione di questa norma, un requisito diverso da quello della residenza attualmente in vigore».


Il Pd ha promesso battaglia in Aula, ma Salvador spiega: «Il Pd vuole una verifica sulla costituzionalità della norma e sul rispetto del legge Bossi-Fini – conclude Salvador – risposte che Kosic si è impegnato a fornire prima dell’approdo in Aula della Finanziaria. Se dovessero emergere elementi ostativi, l’Udc non avrà alcun problema a presentare un emendamento soppressivo della nuova norma».
(06 dicembre 2009)
 
 
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