Da ieri (e fino a sabato) l’assegnazione di 1.500 supplenze
Cattedre, la metà
ai prof meridionali
Molte rinunce dei friulani per i posti in montagna, più spazio per gli insegnanti arrivati da fuori
di Giacomina Pellizzari
Circa il 50 per cento dei precari convocati, ieri, nell’Ufficio
scolastico provinciale (Usp) per l’assegnazione dei 65 posti in
ruolo e per le nomine annuali dei professori di sostegno arriva
dalla Sicilia, dalla Puglia e dalla Campania. Complice le
iscrizioni dei precari in più province, il fenomeno è in aumento.
Tutto ciò si verifica nel bel mezzo della polemica leghista contro
i professori meridionali. Si tratta di scelte motivate dal fatto
che «in provincia di Udine – come spiega Mauro Scopa arrivato da
Pescara per insegnare sostegno nelle scuole medie friulane – ci
sono tante rinunce e quindi la graduatoria scorre più velocemente».
Secondo i professori non residenti in regione gli aspiranti
insegnanti locali preferiscono insegnare in città o nei grossi
centri piuttosto di andare a lavorare in montagna dove ci sono più
posti disponibili.
«Fanno quattro conti – puntualizza la segretaria provinciale della
Flc-Cgil, Franca Gallo – e scoprono che con gli stipendi che
prendono non ce la fanno a sostenere le spese di trasferta». Per
chi arriva dal meridione, invece, alloggiare in un comune montano
può risultare più conveniente rispetto alla città. E così nella
lunga lista dei convocati (si stima di assegnare circa 1.500
supplenze) che da ieri a sabato sfileranno nell’aula magna dell’i
stituto Malignani per ottenere le cattedre annuali c’e anche Nico
Bisceglie, partito quattro anni fa dalla Puglia per venire a
istruire i ragazzi friulani.
«La provincia di Udine – afferma – offre maggiori possibilità
rispetto ad altre perché molti rifiutano le sedi più disagiate». E
allora non ci si può meravigliare se tra i tecnici per l’edilizia
piuttosto che tra gli informatici industriali e gestionali in lizza
ci sono solo aspiranti insegnanti dal sud. A Udine, l’arrivo degli
insegnanti meridionali è emerso ieri nell’ambito delle nomine del
sostegno perché, chiarisce la sindacalista, sono stati convocati
anche i precari iscritti in coda nella graduatoria.
Vale a dire coloro che, a seguito della trasformazione delle
graduatorie permanenti in graduatorie a esaurimento decisa dall’a
llora ministro Fioroni, quest’anno hanno ottenuto dal ministro
Gelmini, anche per evitare possibili ricorsi al Tar, la possibilità
di iscriversi negli ultimi posti in ulteriori tre province rispetto
a quella iniziale. È stato allora che, dopo aver analizzato la
mappa dei posti disponibili, hanno scelto le province più “ricche”.
«Considerato che lo scorso anno erano rimasti liberi numerosi posti
di sostegno assegnati poi, anche ai non abilitati, dai dirigenti
scolastici scorrendo le graduatorie d’istituto – aggiunge Gallo – l’
ufficio scolastico ha convocato anche le code. Da qui la maggior
presenza di precari meridionali, circa il 50% dei convocati». In
ogni caso, ricorda Gallo, «molti supplenti arrivati dal sud che da
anni insegnano nelle nostre scuole sono residenti in Friuli».
(25 agosto 2009)