POLEMICA
Cure agli immigrati in Fvg:
la Lega incalza Tondo
TRIESTE. Sull’assistenza sanitaria agli
immigrati irregolari continua lo scontro a distanza tra la Lega
Nord e l’assessore regionale alla Sanità, il tecnico Vladimir
Kosic. Al centro delle polemiche, il numero e l’ubicazione delle
cliniche per clandestini in Friuli Venezia Giulia. A distanza di
mesi dalla richiesta di informazioni – denuncia la Lega – l’a
ssessore non ha fornito risposte. «C’è un muro di gomma». Il
Carroccio ha chiesto l’intervento del presidente della Regione,
Renzo Tondo. «Siamo indignati, ci sentiamo presi in giro». Danilo
Narduzzi, capogruppo della Lega, ha chiesto il rispetto per «il
secondo gruppo di maggioranza al governo». E Tondo affronterà la
questione.
Il caso è scoppiato ieri in Consiglio regionale. La Lega attendeva
la risposta dell’assessore alla Sanità nel question time. L’a
ssessore Kosic, impegnato a Roma, ha delegato la risposta all’a
ssessore all’Ambiente, il medico Elio De Anna, che è anche titolare
dei rapporti tra giunta e consiglio. «La domanda era chiara e
semplice – ha affermato Narduzzi - quante e dove sono ubicare le
cliniche per clandestini in Regione. Ma ancora una volta l’a
ssessore Kosic non è in grado di fornire dati e numeri attendibili
e completi, nonostante abbia a sua disposizione tempo e
risorse».
Dai banchi dell’estrema sinistra volano le accuse: «Siete
razzisti», ha tuonato Roberto Antonaz (Sa). Narduzzi ha chiesto
che, a questo, punto sia direttamente il presidente Tondo «a fare
chiarezza». In caso contrario - ha aggiunto - a chiarire la
situazione saranno le Procure della Repubblica alle quali la Lega è
pronta a inviare esposti sull’attività degli ambulatori.
Secondo Narduzzi, la risposta predisposta da Kosic alla sua
interrogazione «non risponde a quanto la Lega aveva chiesto. Non è
possibile - ha aggiunto - che il secondo partito della maggioranza
regionale venga preso sistematicamente in giro». Nella risposta
letta dall’assessore De Anna, Kosic ha affermato che «l’o
rganizzazione del servizio assistenziale rientra nell’ambito dell’a
utonomia gestionale dei singoli enti del sistema sanitario
regionale, che, nell’esercizio della propria competenza
organizzativa, devono assicurare capillarmente e costantemente le
prestazioni sanitarie ambutaloriali e ospedaliere urgenti e
essenziali agli stranieri presenti sul territorio».
Kosic, inoltre, ha annunciato che «l’amministrazione regionale
procederà a una ricognizione degli ambulatori presenti sul
territorio regionale e riservati all’assistenza degli stranieri
extracomunitari». La chiusura di questi ambulatori è stata chiesta
dalla Lega che li ritiene «in palese contrasto con lo spirito»
della legge che ha recentemente introdotto il reato di «soggiorno
illegale nel territorio dello Stato» per gli immigrati
clandestini.
Nella sua replica, Narduzzi ha battuto i pugni sul tavolo. «Ricordo
che metà del bilancio regionale è destinato alla sanità e che gli
organi e gli uffici di cui dispone sono innumerevoli: la Direzione
centrale, l’Agenzia regionale alla sanità o il Centro servizi
condivisi. Questo significa che stiamo sbattendo contro un muro di
gomma, ripetutamente. Perché questa non è la prima volta che
riceviamo risposte elusive e incomplete».
«Siamo il secondo gruppo in maggioranza – grida - e non posso non
sottolineare che questa giunta siede a quei banchi anche grazie al
peso dei nostri voti. Un peso consolidato e importante. Riteniamo
davvero inaccettabile l’atteggiamento di un assessore che nicchia
ed elude, tralascia dati e fornisce informazioni incomplete se non,
talvolta, irrilevanti. Kosic è un tecnico, rispetti il programma
con cui questa maggioranza ha vinto le elezioni».
Sonia Sicco
(30 luglio 2009)