CRISI
Due imprenditori interessati
alla salvezza dell’ex Seleco
di
Elena Del Giudice
PORDENONE. Due “manifestazione di interesse” per la ex
Seleco. Arrivano da Udine e dal Veneto sottoforma di imprenditori,
uno del settore dell’elettronica l’altro immobiliare, e sono state
avanzate ai sindacati. Troppo presto per “brindare”, anche perchè,
allo stato, non c’è nulla di più di una richiesta di informazioni e
una generica disponibilità a ipotizzare un riavvio di produzione
industriale di televisori a Pordenone, nello storico stabilimento
di Vallenoncello.
Dire che i sindacalisti sono «prudenti» ad esprimere qualsiasi
valutazione, è persino riduttivo. «Abbiamo riferito di queste
richieste di informazioni - spiega Gianni Piccinin, Fim Cisl - al
tavolo istituzionale, spiegando che cosa ci è stato riferito, l’a
sserita volontà di acquisire i marchi e di avviare linee di
produzione, e ovviamente abbiamo anche chiarito, innanzitutto con
gli imprenditori, che i referenti sono altri, come il curatore
fallimentare di Smarttv, il commercialista Renato Zani, e il
commissario straordinario di Seleco-Formenti, Francesco
Fimmanò».
È questa la novità emersa ieri pomeriggio nel corso dell’incontro
nella sede di Unindustria tra i rappresentanti delle istituzioni,
presenti il funzionario della direzione regionale del lavoro
Martina, il presidente della Provincia Alessandro Ciriani, un
tecnico del Comune di Pordenone, il dottor Del Col per Unindustria,
il segretario della Fiom Bruno Bazzo e Gianni Piccinin per la Fim,
ed anche un manager di Sim 2.
Assenti invece il curatore Zani, che ha motivato l’assenza con la
necessità, da parte sua, di fornire risposte precise ai quesiti
posti, risposte che allo stato non era ancora in condizioni di
dare, e il commissario Fimmanò, che ha inviato al curatore e ai
liquidatori della società una lettera con cui, rimarcando il
mancato rispetto dei patti, rivendicava la proprietà dei marchi
Seleco, Brionvega, Imperial, ecc., alla gestione commissariale di
Seleco-Formenti.
Un’interpretazione contestata dai liquidatori, secondo i quali l’i
mpegno di mantenere l’organico di 97 unità fino al mese di
settembre 2009 è stato rispettato, tant’è che i lavoratori sono
ancora oggi dipendenti di Smarttv in cassa integrazione
straordinaria; interpretazione non condivisa da Fimmanò che ha
rimarcato come, se pure iscritti a libro paga, i dipendenti non
lavoravano già dal giugno scorso.
E da qui si intuisce quanto il nodo dei marchi sia una delle
questioni cruciali da risolvere, non solo per la ex Seleco «ma
anche per Sim 2 - sottolinea Piccinin - che peraltro i patti li ha
assolutamente rispettati».
L’incontro si è chiuso dopo meno di due ore con l’impegno assunto
dalle istituzioni, in primis la Regione, di incontrare il curatore
Zani e il commissario Fimmanò e di attivare un tavolo che sia in
grado di definire strategie e modalità di azione con l’obiettivo,
innanzitutto, di lavorare per garantire un futuro lavorativo ai 97
dipendenti della ex Seleco.
(28 ottobre 2009)