Habana: «Rispetto l’Italia,
è una squadra vera»
di
Roberto Calvetti
UDINE. Tra i Boks è il più conosciuto. È l’uomo che ha
sfidato un ghepardo, l’animale più veloce del mondo (su
Youtube
potete ancora guardarvi la “gara”). Ha perso, ma non importa, anche
Bolt (che ne ha adottato uno) non ce l’avrebbe fatta. È Bryan
Habana, che fisicamente (1,79 per 92 kg) pare uno “normale” in
mezzo a questi giganti, ma è una delle ali più micidiali in
circolazione, pronto a bucare con i suoi sprint esplosivi la difesa
azzurra che domani dovrà fare gli straordinari per disinnescare
quest’“arma letale”. Ha un grande fiuto per l’intercetto e senso
della posizione oltre ad essere un grande placcatore. Praticamente
perfetto. E anche il volto più conosciuto dei Boks.
È uno dei campioni che Peter De Villiers, il primo coch di colore
del Sudafrica, manderà in campo per battere l’Italia perchè non può
permettersi di perdere ancora. «Le sconfitte con Tigers e Saracens
non contano, mentre quella con la Francia pesa. Finora abbiamo
viaggiato con la prima marcia inserita, è ora di utilizzare le
altre marce» dice il ct, che, alle prese con gli infortuni,
annuncia quattro novità nel XV che scenderà in campo allo stadio
Friuli. Rispetto alla formazione sconfitta a Tolosa cambiano due
pedine in prima linea: il tallonatore Adrian Strauss sostituisce l’i
nfortunato Bismarck du Plessis, mentre piloni saranno l’esordiente
Wian du Preez e il capitano John Smit. Al posto dell’altro
infortunato, Schalk Burger, giocherà il flanker Danie
Rossouw.
Dopo la partita di San Siro, l’Italia suscita rispetto in Habana,
perchè è una «squadra vera e ha un paio di giocatori che possono
fare la differenza come Parisse e Castrogiovanni». Rispetto anche
nelle parole del ct, che non esita a definire la mischia italiana
come «la migliore del mondo», ma che non vuole entrare nella
polemica scoppiata mercoledì tra gli azzurri e il numero uno degli
arbitri mondiali, Paddy O’Brien, che si è scusato con i
neozelandesi per la punizione subita dal pack dei “tuttineri” negli
ultimi minuti del test match di San Siro. «In campo vanno atleti di
valore mondiale e mi aspetto che gli arbitri siano all’altezza»
taglia corto De Villiers.
A Fontanafredda, intanto, Nick Mallett ha annunciato la formazione
azzurra che presenterà cinque novità: due i cambi tra i trequarti,
altrettanti tra gli avanti e uno in mediana. Confermato ad estremo
Luke McLean, all’ala troverà spazio dal primo minuto Matteo
Pratichetti che prenderà il posto di Kaine Robertson. A completare
il triangolo arretrato Mirco Bergamasco; tra i centri conserva il
posto Gonzalo Garcia, mentre Alberto Sgarbi dopo quattro
apparizioni all’ala conquista il suo primo cap da centro titolare.
In mediana Gower fa coppia con Simon Picone al timone della
mischia, mentre in terza linea - confermati capitan Parisse e l’u
dinese Alessandro Zanni - Simone Favaro prende il posto di Mauro
Bergamasco e gioccherà per la prima volta in un match interno fin
dal calcio d’inizio. Nessun cambio in seconda linea: confermati
Quintin Geldenhuys e Carlo Del Fava, mentre in prima linea Fabio
Ongaro tornerà titolare della maglia numero due di tallonatore.
Infine, Martin Castrogiovanni e Salvatore Perugini partiranno
nuovamente come pilone destro e pilone sinistro.
(20 novembre 2009)