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LA CRISI

Il piano Ideal Standard:
500 in cassa integrazione

di Elena Del Giudice

ZOPPOLA. Piano da lacrime e sangue per l’Ideal Standard: chiudono gli stabilimenti di Brescia e di Gozzano, cassa integrazione straordinaria a rotazione per riduzione dell’o ccupazione e ristrutturazione aziendale a Orcenico (500 occupati), Tirchiana e Roccasecca.

L’incontro tra azienda e sindacati, come preannunciato, non c’è stato, ma questo non ha influito sulle decisioni del gruppo che, poco dopo le 13, ha inviato alle organizzazioni sindacali la comunicazione di avvio delle procedure. Nella lettera Ideal Standard comunica di aver deciso la chiusura di due stabilimenti, quello di Brescia e di Gozzano, complessivamente 150 occupati, e di voler attivare la cassa integrazione straordinaria a rotazione in tutte le altre unità produttive, e quindi Orcenico, Trichiana e Roccasecca. La motivazione è «riduzione del personale e ristrutturazione».

I numeri, ovvero la quantità di esuberi che il gruppo ha già individuato nei tre stabilimenti superstiti, al momento non sono stati ufficializzati (indiscrezioni parlano di 500 a livello di gruppo, di cui tra 100 e 170 a Orcenico) perchè la procedura prevede che l’informazione venga data al tavolo di trattativa - che ieri non c’è stato -. Ideal Standard parla anche di «investimenti per il triennio 2009 - 2011» finalizzati al rilancio del Gruppo, ma anche di questo nella nota ufficiale non ci sono dettagli.

La prima reazione arriva dalla Regione. Il vicepresidente Luca Ciriani parla di «decisone sconcertante e inaccettabile» davanti alla richiesta di Ideal Standard di avviare la richiesta di «cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti del gruppo in Italia, compresi dunque quelli dello stabilimento di Zoppola, e di chiusura di due delle cinque unità produttive».

Una decisione «sconcertante e inaccettabile - secondo Ciriani - anche per i modi e per i tempi in cui è stata presa. Proprio un paio di giorni era stato infatti finalmente convocato a Roma, dal ministero dello Sviluppo economico, un tavolo nazionale tra proprietà e sindacati sulla situazione del gruppo Ideal Standard». Proprio in vista di quella riunione, la Regione si era dichiarata disponibile a collaborare per trovare una sintesi tra le posizioni dell’azienda e delle organizzazioni dei lavoratori sul futuro della fabbrica di Orcenico che conta oltre 500 addetti.

«Metteremo in campo tutti gli strumenti che l’amministrazione regionale ha a disposizione - ha detto Ciriani - per salvaguardare l’occupazione della Ideal Standard, nella consapevolezza dell'importanza dello stabilimento in un’area, quella del Pordenonese, particolarmente colpita dalla crisi del settore manifatturiero».
(03 luglio 2009)
 
 
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