Già annunciati i ricorsi
Pd e sindacati: incostituzionale
la legge regionale sul welfare
di
Domenico Pecile
UDINE. S’incendia il clima politico dopo
l’ok alla legge sul welfare, varata dal consiglio regionale, che
prevede per gli immigrati requisiti più rigidi per l’accesso agli
aiuti sociali del Friuli-Vg. Pd, sindacati ma anche la Rete dei
diritti del Fvg annunciano una dura battaglia a tutti i livelli con
l’obiettivo finale di far sì che venga dichiarata incostituzionale
dalla Consulta. «Non possiamo lasciare assolutamente sole – spiega
il consigliere regionale del Pd, Mauro Travanut – le vittime di
questa legge. Non possiamo accontentarci di due giorni di battaglia
in aula e fare finta che tutto sia come prima».
Ostruzione, dunque, soprattutto dopo il varo della norma. Ma
ostruzione costruttiva, spiega Travanut. Il Pd cerca adesioni.
Annuncia battaglia. E apre ai centristi dell’Udc, ritenendo che
abbiano votato la legge più per real-politik che per convinzione.
Il primo impegno è quello di organizzare una sorta di convention e
da lì studiare alcune contromosse. Quali? «Vedremo», ribatte
Travanut che non nasconde la speranza che la norma venga dichiarata
illegittima. Ma nel frattempo i Democratici vogliono allargare il
fronte della protesta e coinvolgere in qualche modo anche l’Udc.
«Credo sia giusto – insiste – interpellare l’Udc che ha votato con
difficoltà la legge. E questo senza prefigurare un blocco politico
che comprenda anche i centristi, ma semplicemente perché si è colto
che l’Udc all'interno del Centrodestra è quello che ha le posizioni
più vicine alle nostre e che ha inghiottito a fatica il rospo di
una legge che non può assolutamente condividere. Insomma, si è
capito che il centrodestra non è un monoblocco, tutt’altro».
L’affondo più determinato arriva però dal segretario regionale
della Cgil, Franco Belci. «Il giudizio sulla legge è noto ed è
anche inutile ricordare che i lavoratori immigrati producono
reddito, pagano le tasse e dunque devono poter godere degli stessi
diritti. E dentro queste contraddizioni c’è il paradosso delle
badanti chiamate qua per dare una mano al nostro welfare, ma poi
escluse dai benefici dello stesso. Pazzesco». Belci parla di
«irrazionale campagna xenofoba». «E un altro paradosso – dice
ancora – è che anche i veneti che vengono da noi a lavorare
dovranno confrontarsi con gli stesi paletti».
Obietta ancora Belci: «Credo ci sia anche un grande problema di
responsabilità di Tondo che si è appiattito sulla Lega, mentre l’a
ssessore Roberto Molinaro non è esistito perché l’Udc ha pensato
bene di fare mediazione sui diritti, ma questi o si sostengono,
oppure no».
Poi l’annuncio: «Costituiremo un pool di avvocati sia a livello
regionale sia nazionale con patrocinio gratuito e solleveremo di
volta in volta di fronte al Tar i casi che ci saranno segnalati
denunciando l’illegittimità del provvedimento. Senza contare che
siamo certi che la norma sarà giudicata incostituzionale».
Tuona anche la Uil il cui segretario regionale, Luca Visentin
preannuncia «iniziative forti. Ci muoveremo per presentare
eccezioni di incostituzionalità com’è avvenuto per altre leggi. Nei
prossimo giorni ci sentiremo con i colleghi degli altri sindacati
per studiare con loro contromosse molto determinate».
Un’altra iniziativa viene intanto annunciata dal segretario
regionale della Cisl, Giovanni Fania. Sabato prossimo dal Friuli-Vg
saranno in oltre 100 a scendere a manifestare in piazza Navona a
Roma, proprio a sostegno degli immigrati, nel corso dell’iniziativa
organizzata da Cisl, Anolf (Associazione nazionale lavoratori oltre
le frontiere promossa dal Sindacato) e Siulp (il sindacato più
rappresentativo delle forze di polizia) sotto lo slogan “Insieme
per la sicurezza, l’accoglienza, l’integrazione”. Una prima
risposta – aggiunge Fania – a questa brutta pagina di storia della
nostra regione.
(07 ottobre 2009)