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martedì 09.02.2010 ore 19.10
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Già annunciati i ricorsi

Pd e sindacati: incostituzionale
la legge regionale sul welfare

di Domenico Pecile

UDINE. S’incendia il clima politico dopo l’ok alla legge sul welfare, varata dal consiglio regionale, che prevede per gli immigrati requisiti più rigidi per l’accesso agli aiuti sociali del Friuli-Vg. Pd, sindacati ma anche la Rete dei diritti del Fvg annunciano una dura battaglia a tutti i livelli con l’obiettivo finale di far sì che venga dichiarata incostituzionale dalla Consulta. «Non possiamo lasciare assolutamente sole – spiega il consigliere regionale del Pd, Mauro Travanut – le vittime di questa legge. Non possiamo accontentarci di due giorni di battaglia in aula e fare finta che tutto sia come prima».

Ostruzione, dunque, soprattutto dopo il varo della norma. Ma ostruzione costruttiva, spiega Travanut. Il Pd cerca adesioni. Annuncia battaglia. E apre ai centristi dell’Udc, ritenendo che abbiano votato la legge più per real-politik che per convinzione.

Il primo impegno è quello di organizzare una sorta di convention e da lì studiare alcune contromosse. Quali? «Vedremo», ribatte Travanut che non nasconde la speranza che la norma venga dichiarata illegittima. Ma nel frattempo i Democratici vogliono allargare il fronte della protesta e coinvolgere in qualche modo anche l’Udc. «Credo sia giusto – insiste – interpellare l’Udc che ha votato con difficoltà la legge. E questo senza prefigurare un blocco politico che comprenda anche i centristi, ma semplicemente perché si è colto che l’Udc all'interno del Centrodestra è quello che ha le posizioni più vicine alle nostre e che ha inghiottito a fatica il rospo di una legge che non può assolutamente condividere. Insomma, si è capito che il centrodestra non è un monoblocco, tutt’altro».

L’affondo più determinato arriva però dal segretario regionale della Cgil, Franco Belci. «Il giudizio sulla legge è noto ed è anche inutile ricordare che i lavoratori immigrati producono reddito, pagano le tasse e dunque devono poter godere degli stessi diritti. E dentro queste contraddizioni c’è il paradosso delle badanti chiamate qua per dare una mano al nostro welfare, ma poi escluse dai benefici dello stesso. Pazzesco». Belci parla di «irrazionale campagna xenofoba». «E un altro paradosso – dice ancora – è che anche i veneti che vengono da noi a lavorare dovranno confrontarsi con gli stesi paletti».


Obietta ancora Belci: «Credo ci sia anche un grande problema di responsabilità di Tondo che si è appiattito sulla Lega, mentre l’a ssessore Roberto Molinaro non è esistito perché l’Udc ha pensato bene di fare mediazione sui diritti, ma questi o si sostengono, oppure no».

Poi l’annuncio: «Costituiremo un pool di avvocati sia a livello regionale sia nazionale con patrocinio gratuito e solleveremo di volta in volta di fronte al Tar i casi che ci saranno segnalati denunciando l’illegittimità del provvedimento. Senza contare che siamo certi che la norma sarà giudicata incostituzionale».

Tuona anche la Uil il cui segretario regionale, Luca Visentin preannuncia «iniziative forti. Ci muoveremo per presentare eccezioni di incostituzionalità com’è avvenuto per altre leggi. Nei prossimo giorni ci sentiremo con i colleghi degli altri sindacati per studiare con loro contromosse molto determinate».

Un’altra iniziativa viene intanto annunciata dal segretario regionale della Cisl, Giovanni Fania. Sabato prossimo dal Friuli-Vg saranno in oltre 100 a scendere a manifestare in piazza Navona a Roma, proprio a sostegno degli immigrati, nel corso dell’iniziativa organizzata da Cisl, Anolf (Associazione nazionale lavoratori oltre le frontiere promossa dal Sindacato) e Siulp (il sindacato più rappresentativo delle forze di polizia) sotto lo slogan “Insieme per la sicurezza, l’accoglienza, l’integrazione”. Una prima risposta – aggiunge Fania – a questa brutta pagina di storia della nostra regione.
(07 ottobre 2009)
 
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