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giovedì 29.07.2010 ore 20.27
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Una delibera del 2002 attesta che fu lui a istituire il centro

Intercettazioni, scontro
sul ruolo di Tondo

TRIESTE. È scontro sul ruolo del presidente della Regione nel caso intercettazioni. I consiglieri di Idv e Cittadini, Pietro Colussi e Alessandro Corazza, fanno spuntare dagli archivi la delibera della giunta che istituì il Noava, il centro di Pagnacco che effettuava le registrazioni, nell’ottobre 2002. La firma su quella delibera del centro è dell’allora presidente, appunto Renzo Tondo. E dell’allora assessore Danilo Narduzzi, oggi capogruppo della Lega Nord. «Come potevano non sapere?», si chiedono i consiglieri di opposizione.

Intanto Tondo ha chiesto un dossier urgente all’assessore Claudio Violino, responsabile del Corpo forestale. «Il presidente attende la relazione», spiegano in Regione, per poi smantellare l’e nte.

Ma il clima a Palazzo è rovente. E questo pomeriggio è stato convocato a Udine un vertice di maggioranza con capigruppo e segretari di partito. L’ordine del giorno non è stato comunicato. Ma il modo in cui l’invito è arrivato, spiegano nella Cdl, «è inusuale». Secondo il capogruppo dell’Udc Edoardo Sasco, «finora il caso intercettazioni è stato blindato, nessuno sa niente». La riunione è stata convocata in tutta fretta e, dice ancora Sasco, «l’ unico argomento che potrebbe essere così delicato è quello delle intercettazioni».

L’offensiva di Colussi e Corazza non si limita alla delibera del 2002. «Chiedere una relazione a Violino - dice Colussi - è inutile. Violino chiederà a sua volta una relazione agli stessi forestali, e così non si saprà nulla. C’è bisogno di una figura terza, di un’i nchiesta seria». L’intenzione di Tondo, comunque, pare ancora quella di andare verso la chiusura del servizio.

«Non so niente», dice il capogruppo Pdl Daniele Galasso. La chiusura del servizio? «È un atto che spetta alla giunta - insiste - io non ne so niente».


I forestali di Pagnacco impegnati nelle operazioni, secondo una fonte a Palazzo, sarebbero sette. Ognuno di loro avrebbe avuto una macchina a disposizione a tempo pieno. Ancora, diversamente dai dipendenti regionali, un monte ore di straordinari illimitato, e di conseguenza un compenso che viene definito «ben al di sopra della media». E in regione si parla addirittura «di missioni investigative».

«Se, come fa intendere, il senatore Saro sa chi e come è stato intercettato illegalmente - dicono Colussi e Corazza - allora è arrivato il momento che vada alla Procura della Repubblica per l’a pertura di un fascicolo». Dopo il vertice di oggi, il caso approderà anche in Consiglio. I consiglieri di Idv-Cittadini hanno annunciato la presentazione di una mozione sull’argomento, che dovrà esser discussa durante la prossima seduta dell’aula.

Beniamino Pagliaro
(20 febbraio 2009)
 
 
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