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giovedì 09.09.2010 ore 12.38
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La Carraro e la Coveme
tra esuberi e cassa integrazione

GORIZIA. Per molti lavoratori questa non è, decisamente, un’estate tranquilla. La crisi economica ha già colpito diverse aziende, costrette a collocare i dipendenti in mobilità o in cassa integrazione e c’è il timore che il peggio non sia ancora passato. Sta crescendo la preoccupazione, a questo proposito, fra il personale della Carraro, mentre anche la Coveme ha attivato la cassa integrazione a rotazione.

Per quanto riguarda la prima, ad esprimere i timori del personale è il segretario provinciale della Fiom Cgil, Tomas Casotto, il quale riferisce che, recentemente, il coordinamento del sindacato ha si è riunito a Campodarsego, in provincia di Padova, dove c’è lo stabilimento maggiore della Carraro, per fare il punto della situazione, anche alla luce delle comunicazioni della proprietà in merito a 120 esuberi su 650 dipendenti dell’insediamento patavino.

«Fortunatamente siamo riusciti a evitare questi drastici tagli – riferisce Casotto –, ma l’analisi complessiva della situazione di tutti gli stabilimenti della Carraro, compreso, quindi, anche quello di Gorizia, desta preoccupazione, anche per il fatto che il 26 giugno si è riunito il consiglio di amministrazione dell’a zienda, ma sugli esiti di questo vertice nessuno è riuscito a sapere nulla».

Entrando nel merito della situazione di Gorizia, il rappresentante della Fiom Cgil, ricorda che «l’azienda aveva sostenuto, a suo tempo, di voler dismettere la linea vecchia dei variatori, concertando con noi di far arrivare te core business, prima presenti in Polonia, che avrebbero dato lavoro a più di una decina di persone. C’è però la sensazione che l’orientamento sia quello di portare via “pezzi” senza sostituirli – rimarca Casotto – e noi non abbiamo alcuna intenzione di assistere allo “smontaggio” della fabbrica, dove oggi lavorano 120 dipendenti, senza intervenire. Chiederemo, quindi, un incontro con la proprietà che si dovrebbe svolgere o prima o dopo le ferie».


Alla Coveme, invece, azienda che produce una particolare pellicola, in cui lavora una sessantina di persone, i sindacati sperano che, in settembre, la situazione migliori. In giugno è stata attivata la cassa integrazione a rotazione per tre mesi e i sindacati auspicano si tratti di una situazione provvisoria.

«Direi che i problemi della Coveme sono “normali” in un contesto economico come quello attuale – sottolinea il rappresentante sindacale di settore della Cisl, Stefano Fiore –. Difficile pensare che un’azienda possa uscire del tutto indenne dalla crisi che sta colpendo tutti i settori a livello internazionale. Ci si trova di fronte a una diminuzione degli ordini che ha portato a questa scelta della cassa integrazione a rotazione che, tutto sommato, riteniamo sia la più leggera, in una fase come quella attuale. In settembre faremo il punto della situazione e vedremo come si sarà evoluta la situazione».

Patrizia Artico
(14 luglio 2009)
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