La Carraro e la Coveme
tra esuberi e cassa integrazione
GORIZIA. Per molti lavoratori questa non è,
decisamente, un’estate tranquilla. La crisi economica ha già
colpito diverse aziende, costrette a collocare i dipendenti in
mobilità o in cassa integrazione e c’è il timore che il peggio non
sia ancora passato. Sta crescendo la preoccupazione, a questo
proposito, fra il personale della Carraro, mentre anche la Coveme
ha attivato la cassa integrazione a rotazione.
Per quanto riguarda la prima, ad esprimere i timori del personale è
il segretario provinciale della Fiom Cgil, Tomas Casotto, il quale
riferisce che, recentemente, il coordinamento del sindacato ha si è
riunito a Campodarsego, in provincia di Padova, dove c’è lo
stabilimento maggiore della Carraro, per fare il punto della
situazione, anche alla luce delle comunicazioni della proprietà in
merito a 120 esuberi su 650 dipendenti dell’insediamento
patavino.
«Fortunatamente siamo riusciti a evitare questi drastici tagli –
riferisce Casotto –, ma l’analisi complessiva della situazione di
tutti gli stabilimenti della Carraro, compreso, quindi, anche
quello di Gorizia, desta preoccupazione, anche per il fatto che il
26 giugno si è riunito il consiglio di amministrazione dell’a
zienda, ma sugli esiti di questo vertice nessuno è riuscito a
sapere nulla».
Entrando nel merito della situazione di Gorizia, il rappresentante
della Fiom Cgil, ricorda che «l’azienda aveva sostenuto, a suo
tempo, di voler dismettere la linea vecchia dei variatori,
concertando con noi di far arrivare te core business, prima
presenti in Polonia, che avrebbero dato lavoro a più di una decina
di persone. C’è però la sensazione che l’orientamento sia quello di
portare via “pezzi” senza sostituirli – rimarca Casotto – e noi non
abbiamo alcuna intenzione di assistere allo “smontaggio” della
fabbrica, dove oggi lavorano 120 dipendenti, senza intervenire.
Chiederemo, quindi, un incontro con la proprietà che si dovrebbe
svolgere o prima o dopo le ferie».
Alla Coveme, invece, azienda che produce una particolare pellicola,
in cui lavora una sessantina di persone, i sindacati sperano che,
in settembre, la situazione migliori. In giugno è stata attivata la
cassa integrazione a rotazione per tre mesi e i sindacati auspicano
si tratti di una situazione provvisoria.
«Direi che i problemi della Coveme sono “normali” in un contesto
economico come quello attuale – sottolinea il rappresentante
sindacale di settore della Cisl, Stefano Fiore –. Difficile pensare
che un’azienda possa uscire del tutto indenne dalla crisi che sta
colpendo tutti i settori a livello internazionale. Ci si trova di
fronte a una diminuzione degli ordini che ha portato a questa
scelta della cassa integrazione a rotazione che, tutto sommato,
riteniamo sia la più leggera, in una fase come quella attuale. In
settembre faremo il punto della situazione e vedremo come si sarà
evoluta la situazione».
Patrizia Artico
(14 luglio 2009)