Un'altra impresa giamaicana
dedicata agli amici di Lignano
BERLINO. Un altro oro per i giamaicani di Lignano.
Lo ha conquistatola 35enne Brigitte Foster-Hylton che ha vinto la
gara dei 100 ostacoli chiudendo in 12’’51 davanti alla canadese
Priscilla Lopes-Schliep (12’’54) e alla connazionale Delloreen
Ennis-London, terza con 12’’55. E come aveva fatto lunedì Shelly
Ann Fraser, dopo aver vinto l’oro dei 100, Brigitte, una vita
passata dalle parti del podio ma mai sul gradino più alto, ha
dedicato ai microfoni della Rai il successo «agli amici di
Lignano», dove i velocisti hanno già da alcuni anni la loro base.
La giornata vede anche naufragare le speranze azzurre negli 800
femminili: Elisa Cusma chiude al sesto posto e a fine gara si
lascia scappare un duro commento sulla vincitrice, la sudafricana
Semenya. «Io quella che ha vinto nemmeno la considero, per me non è
una donna, e mi dispiace anche per le altre».
L’appuntamento con la prima medaglia è dunque ancora rinviato per
la spedizione azzurra che faceva molto affidamento sulla Cusma che
fa segnare il suo miglior tempo stagionale (1’58’’81), troppo poco,
però, per puntare in alto e insidiare lo strapotere della discussa
sudafricana Caster Semenya (1’55’’45), che si trova al centro di un
vero e proprio caso dopo che la Iaaf ne ha messo in dubbio il sesso
tanto da averla sottoposta a dei controlli i cui esiti sono ancora
attesi. Sorridono, invece, altri due azzurri: Silvia Weissteiner,
ripescata per la finale dei 5000 metri con il 12º tempo complessivo
(15’20’’88), e Giulio Ciotti, che ha staccato il biglietto per
l'ultimo atto del salto in alto con la misura di 2,27 metri.
Emozionante la finale del disco maschile, dominata per lunga
parte, fino all'ultimo lancio, dal polacco Piotr Malachowski,
capace di migliorare per due volte il suo record nazionale (prima
68,77 e poi 69,15). Con l'ultima pallottola ancora in canna, il
tedesco Robert Harting, fino a quel momento secondo, inventa il
capolavoro della vita, lanciando a 69,43 e facendo letteralmente
esplodere di gioia l'Olympiastadion. Con l'ultimo lancio ancora da
spendere, il polacco non va oltre i 67,33, aprendo la festa per il
pubblico e per lo scatenato Harting. Terzo posto per l'estone Gerd
Kanter, campione uscente, con 66,88.
Nei 1500 metri l'oro va al Bahrain con il keniota naturalizzato
Yusuf Saad Kamel, che chiude in 3’35’’93. L'allora Gregory
Koncellah (questo il suo nome africano), figlio di quel Billy che
illuminò gli 800 di Roma 1987 e di Tokyo '91, ha preceduto l'etiope
Deresse Mekonnen (3’36’’01) e lo statunitense Bernard Lagat (3’36’’2
0), campione del mondo uscente.
Spunti di interesse arrivano anche dalle semifinali, vedi quelle
dei 400 metri dove l'azzurro Matteo Galvan ha visto chiudersi la
sua avventura iridata mentre Jeremy Wariner e LaShawn Merritt
cominciano a fare sul serio e già ieri sono scesi sotto il muro dei
45’’: 44’’69 per il primo, campione del mondo a Osaka e argento a
Pechino, 44’’37 la risposta di Merritt, secondo due anni fa ma oro
ai Giochi cinesi.
Con Gay fuori, Usain Bolt si limita invece al minimo sforzo per
vincere la semifinale dei 200: 20’’08 per il giamaicano, che ha
visibilmente rallentato nel tratto finale. Per Bolt anche un'altra
piccola vittoria, almeno per ciò che riguarda la sua battaglia
contro le malelingue: la Iaaf ha confermato di aver ricevuto
l'esito dei test antidoping effettuati dopo la finale dei 100 metri
che hanno dato tutti esito negativo.
(20 agosto 2009)