Pd, approvato lo statuto “monco”: rinvio per il limite dei mandati
di Anna Buttazzoni
UDINE. Lo statuto del Pd c’è, il limite dei
mandati per i consiglieri regionali no. I 160 dirigenti chiamati
ieri ad approvare la “costituzione democratica” sono arrivati all’a
ssemblea regionale spaccati e nello stesso modo hanno chiuso l’a
ssise. Con un risultato, lo stop ai paletti per l’accesso in
Regione, che accontenta più il gruppo dei bersaniani e dei
regionali, guidati da Gianfranco Moretton, che la segretaria Fvg
Debora Serracchiani e la componente di Ignazio Marino.
L’assemblea si consuma in cinque ore di tensioni e bagarre, con le
varie componenti divise su tutto, dallo svolgimento dei lavori fino
alle scelte che contano. In un clima da stadio, le prime grida
scoppiano perchè, prima dell’approvazione dei 74 articoli
statutari, non è previsto un dibattito. O meglio, Alessandro
Tesini, coordinatore della commissione di sei che ha redatto lo
statuto, ne riassume i principi e poi riesce a parlare Vincenzo
Martines, componente Bersani, per assicurare il voto del gruppo al
documento elaborato dalla commissione, compreso l’articolo 45,
quello che introduce il limite di tre mandati, retroattivi. E
mentre il consigliere regionale Franco Brussa, tra le proteste,
guadagna il palco per dire che no, non voterà lo statuto vista l’a
ssenza di dibattito, a Flavio Pertoldi viene negato d’i
ntervenire.
Così comincia l’approvazione, articolo per articolo. Il primo
scoglio è la composizione dell’assemblea regionale, perchè il nuovo
sistema, come spiega il consigliere Fvg Franco Iacop, mette su
piani diversi eletti e iscritti. Il presidente della Regione,
qualora fosse del Pd, con il nuovo statuto non potrà farvi parte e
stessa cosa accadrà per i sindaci o i presidenti di
Provincia.
Ma da poco è scoccato mezzogiorno quando un giovane democratico si
volta e a un collega di partito dice: «Qui si fa la storia». “O non
si fa”, proseguirebbe a cantare Vasco Rossi. E il Pd non la fa,
scegliendo di non scegliere. Non ancora. Il momento è quello dell’a
rticolo 45 e Serracchiani parla. «Ringrazio la commissione per il
grande lavoro di sintesi. La mia linea è sempre stata quella di un
limite di mandati per i regionali e fino all’ultimo – dice la
segretaria Fvg – ho cercato di mettere tutti d’accordo. Nè la
componente Bersani nè quella Marino hanno fatto fallire la sintesi
dei tre mandati: il problema è sorto all’interno della mia
maggioranza e quindi non voterò a favore dei tre mandati».
È qui che la sala si trasforma in spalto. Pertoldi, a nome dei
regionali, giura che loro avrebbero votato per i tre mandati
retroattivi. Martines e i suoi gridano al tradimento, proponendo
due mandati retroattivi. La componente Marino sorride, perchè c’è
un altro accordo, quello stretto con Serracchiani, per far passare
la proposta “mariniana” di due mandati con deroga illimitata.
Il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, sbotta, chiede
silenzio, lo ottiene. Viene illustrato l’emendamento “due mandati
con deroga illimitata” e quell’emendamento, complice anche la
fazione triestina dei bersaniani guidata da Roberto Cosolini,
passa: 75 sì e 61 no. Tarcisio Barbo, presidente dell’assemblea,
non contiene l’esuberanza democratica. Moretton non interviene mai,
ma gongola.
Perchè la maggioranza composta da Serracchiani, componente Marino e
un pezzo dei bersaniani ha 75 voti e per approvare lo statuto ne
servono 81. Anche la segretaria Fvg lo sa e allora, su suggerimento
del consigliere regionale Franco Codega, propone l’approvazione
dello statuto, ma eliminando l’articolo 45. L’assemblea dice sì e a
quel punto tutto è mescolato, ognuno vota lo statuto per conto
proprio e lo statuto viene approvato, con 86 sì.
«Sono molto soddisfatta – afferma Serracchiani – volevo lo statuto
e quello c’è. Il rinvio sul limite dei mandati ci consente di
approfondire la questione, anche se, ci tengo a dirlo, quel pezzo
di regionali che hanno giurato che avrebbero votato per i tre, a me
non l’hanno mai detto. Approveremo quelle condizioni con un
regolamento elettorale e non abbiamo fretta, si vota nel 2013».