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Holding autostradale, il sogno del Nordest: solo il decollo costa 500 milioni

Prima di tutto Autovie e A22 dovrebbero liquidare i soci privati. Si studia l’intervento di Anas, a propria volta super indebitata

Sono 498 milioni di euro. Mezzo miliardo. Questa è la cifra di attacco per iniziare anche solo a pensarla la Holding Autostradale del Nordest. Una rete parcellizzata in 5 diverse concessionarie due delle quali sono di matrice mista, pubblico-privato, anche se con prevalenza di azionista pubblico. Ed una la Cav, che gestisce il tratto da Padova Est a Venezia e il Passante, totalmente pubblica con azionisti la Regione Veneto e Anas. Ma il tema sul quale si stanno interrogando a Palazzo Balbi g ...

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Sono 498 milioni di euro. Mezzo miliardo. Questa è la cifra di attacco per iniziare anche solo a pensarla la Holding Autostradale del Nordest. Una rete parcellizzata in 5 diverse concessionarie due delle quali sono di matrice mista, pubblico-privato, anche se con prevalenza di azionista pubblico. Ed una la Cav, che gestisce il tratto da Padova Est a Venezia e il Passante, totalmente pubblica con azionisti la Regione Veneto e Anas. Ma il tema sul quale si stanno interrogando a Palazzo Balbi gli uomini del Governatore Luca Zaia è come riuscire a montare una struttura finanziaria sostenibile su un progetto, indubbiamente ricco di fascino, ma molto complicato.


Ad occuparsene sarebbe l’ufficio che gestisce le partecipazioni, ma come montare l’impalcatura che sostenga questo bel sogno non è semplice. L’ipotesi è quella di metter in un’unica cassaforte le concessioni che sono già a maggioranza pubblica. Vale a dire la A22, la Autobrennero governata dall’azionista di maggioranza la Regione Autonoma del TrentinoAA. E Autovie Venete, che ha in concessione un tratto della A4, da Venezia a Trieste, più altri pezzi come la A28, Portogruaro-Conegliano e la A23, Palmanova a Udine. La parte interessante e più remunerativa per Autovie è ovviamente la gallina dalle uova d’ora del Nordest, il troncone orientale della A4. Ma per rinnovare la concessione su quella tratta Autovie deve liquidare i soci privati, che sono il 22% del capitale. Le due Regioni azioniste di Autovie, Fvg con la finanziaria Friulia che ha oltre il 72,9% e la Regione Veneto con la quota diretta del 4,8%, hanno costituito la “Società autostrade Alto Adriatico”. Il capitale sociale iniziale è di 6 milioni di euro (4 a carico del Fvg, 2 del Veneto).

Una scatola vuota per ora che però dovrebbe accogliere per l’appunto gli asset di Autovie Venete. Tuttavia il nodo concessione della A4 costa e parecchio. Nel tempo si è ipotizzato un esborso di 100 milioni. Un dato spannometrico che però non corrisponde alla realtà. I multipli relativi alle società di infrastrutture sono 9,55 volte il margine operativo lordo. Il calcolo non è complesso, stante il mol di Autovie di 116 milioni di euro il valore della società sarebbe 1 miliardo e 107 milioni. Quindi per liquidare il circa 22% dei privati si arriva a 228 milioni di euro. Situazione simile per la A22, il mol è di 174,8 milioni che significa un valore della concessionaria di 1 miliardo 669 milioni di euro. La fetta dei privati pari al 15,3% vale dunque 255 milioni di euro.

La domanda è: chi può tirare fuori questi danari per far partire la holding nordest? E numero due, anche senza holding Nordest è chiaro a tutti che se non si fanno le società in house, cioè totalmente pubbliche, le concessioni al pubblico non verranno rinnovate. Qualche anno fa si era immaginato un disegno che vedesse Anas scendere in pista per supportare una costituenda piattaforma finanziaria delle infrastrutture a Nordest. Questo disegno potrebbe ora tornare di attualità. Anche se Anas è parecchio indebitata, quindi servirebbe una stampella dalle regioni. L’esposizione debitoria verso le banche a fine 2016 è di 835 milioni di euro. Con ricavi per 739 milioni e ebitda di 150 milioni.