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Cyberspionaggio, salta la testa del capo della polizia postale

Gabrielli: "Ha sottovalutato la portata dell'indagine". Si allarga l'indagine sulle mail violate di politici e istituzioni. Oggi primi interrogatori in carcere per i due arrestati

ROMA. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha disposto l'avvicendamento al vertice della polizia postale, e all'attuale direttore, Roberto Di Legami, è stato assegnato un nuovo incarico. A distanza di ventiquattr'ore dalla notizia degli arresti per cyberspionaggio ai danni di politici e istituzioni, Gabrielli prende provvedimenti. Tra i motivi alla base della decisione anche l'aver sottovalutato la portata dell'indagine senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza. Oggi, 11 gennaio, ci saranno i primi interrogatori in carcere dei fratelli Occhionero. "Nessuna attività si spionaggio. Il mio assistito i serveer all'estero li aveva per motivi di lavoro", spiega Stefano Parretta, legale di Giulio Occhionero. Le indagini si allargano intanto ai server negli Stati Uniti e a possibili collegamenti con ambienti vicini alla P4, a Luigi Bisignani e a Mafia Capitale.

Cyberspionaggio, il legale di Giulio Occhionero: "Non era spionaggio ma attività di lavoro" E' quanto ha detto Stefano Parretta, avvocato di Giulio Occhionero, arrivando al carcere di Regina Coeli per l'interrogatorio di garanzia del suo assistito. "Non era assolutamente attività di spionaggio. Vediamo che cosa dirà oggi, so che risponderà ai pm - ha detto il legale - I dossier sequestrati? Sono la contabilità della sua società"di Francesco Giovannetti

La polizia ha individuato una centrale di cyberspionaggio ai danni di istituzioni e pubbliche amministrazioni, studi professionali, personaggi politici ed imprenditori di rilievo nazionale. Arrestati un ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella di 49, Giulio e Francesca Maria Occhionero, entrambi residenti a Londra ma domiciliati a Roma, molto noti nel mondo dell’alta finanza capitolina.

Contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. I due arresti sono stati eseguiti nell’ambito di una complessa attività di indagine condotta dal Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) del servizio polizia Postale e delle Comunicazioni e coordinata dalla procura di Roma.
Operazione "Eye Pyramid": 2 arresti a Roma per cyberspionaggio La Polizia Postale ha individuato a Roma una vera e propria centrale di cyberspionaggio, che intercettava e raccoglieva dati sensibili su personaggi noti della politica e della finanza. In manette un ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella di 49, conosciuti negli ambienti dell'alta finanza, residenti a Londra ma domiciliati nella capitale

Grazie ad una estesa rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione di un malware denominato Eyepyramid (dal quale prende anche il nome l’operazione), i due hanno per anni acquisito da numerosissime vittime prescelte notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della polizia postale, grazie al prezioso ausilio dei colleghi della Cyber Division della Fbi statunitense e che consentiranno di accertare quali e quanti dati siano stati illecitamente sottratti. L’indagine ha preso le sue mosse dalla segnalazione al Cnaipic dell’invio di una mail, indirizzata ad un amministratore di rilievo di un’infrastruttura critica nazionale, contenente il malware Eyepyramid.

L'attività investigativa, protrattasi per diversi mesi, ha così consentito di individuare una rete botnet molto ben strutturata. Tra gli osservati dall’«Occhio della Piramide» gli appartenenti ad una loggia massonica, archiviati sotto la sigla «Bros» (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all’estero. Con la sigla «Pobu» (Politicians Business), invece, venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale.

Cyberspionaggio, polizia postale: "Un dossieraggio durato per sei o sette anni" Il direttore del servizio di polizia postale Roberto Dilegami ricostruisce l'operazione che ha portato all'arresto di due italiani, Giulio e Francesca Maria Occhionero, accusati di aver violato gli account di posta elettronica di importanti personaggi della politica, dell'economia e non solo per raccogliere informazioni riservate. "L'attività investigativa ha portato alla luce un centro di dossieraggio che è andato avanti indisturbato per circa 6 o 7 anni. Stiamo parlando di diverse centinaia di terabyte - ha spiegato Dilegami - L'uso di queste informazioni è ancora tutto da chiarire. L'indagine durata otto mesi avrebbe portato alla luce eventuali attività estorsive, ma noi non ne abbiamo evidenza"(video di Francesco Giovannetti)

Politici come gli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, vertici di istituzioni come il presidente della Bce Mario Draghi e l'ex comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, religiosi come il cardinal Ravasi, enti come l'Enav e la Regione Lazio. Tutti vittime di una massiccia attività di cyberspionaggio organizzata dai due fratelli Occhionero. Operavano da soli o per conto di qualcuno? Quali segreti sono riusciti a carpire nel corso di almeno sei anni di hackeraggio? Sono alcuni degli interrogativi cui i prossimi accertamenti, anche con rogatorie negli Usa, potrebbero dare risposta.

Malware per infettare pc. Il metodo usato dagli Occhionero - 45 anni Giulio, ingegnere nucleare, già venerabile maestro di una loggia massonica collegata al Grande Oriente d'Italia, 49 anni Francesca Maria - era quello classico del malware: un virus (Eye Pyramid, da cui prende anche il nome l'operazione) che, una volta installato non solo garantisce all'hacker il controllo da remoto del sistema infettato, ma permette anche di sottrarre integralmente i documenti contenuti senza che la vittima possa accorgersene. Lo stesso malware compariva nell'inchiesta sulla cosiddetta P4, ma allora non era stato possibile risalire al reale utilizzatore.

Intrusione in Enav fa scattare indagine. A far scattare l'indagine un messaggio di posta elettronica inviato all'Enav spa. Il responsabile sicurezza dell'ente, insospettito dalla mail proveniente apparentemente da uno studio legale con cui non aveva mai avuto rapporti, anzichè aprirla, la invia ad una società specializzata che individua la presenza del malware. La segnalazione viene quindi inviata alla Polizia postale che, al termine di complesse rilevazioni, riesce a risalire agli Occhionero.

Database con 18mila nomi. Nelle mani degli esperti della polizia postale c'è un database con oltre 18.327 username catalogati in 122 categorie: politici, affari, massoni, ecc. E ci sono anche migliaia di file cifrati che si proverà ad aprire superando le protezioni poste. I server in cui i due avevano immagazzinato le informazioni raccolte sono stati sequestrati negli Stati Uniti dall'Fbi. Tramite rogatoria verrà chiesto l'accesso al contenuto per capire con esattezza quanti e quali dati sono stati rubati ed il reale giro d'interessi degli Occhionero.

Renzi e Draghi tra gli spiati. Nell'elenco degli spiati figura dunque Renzi, che nel giugno scorso ha subito due tentativi di intrusione nella mail personale. Tra giugno e luglio sono stati registrati due 'assaltì all'account istituzionale di Mario Draghi. E aggressioni telematiche attraverso Eye Pyramid hanno riguardato anche l'ex premier Mario Monti, Piero Fassino, Fabrizio Cicchitto, Maria Vittoria Brambilla, Ignazio La Russa, Fabrizio Saccomanni. Infettati poi i computer di due collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Hackerati poi studi legali, agenzie di assicurazioni, Regioni, sindacati, società.

Periolo compromissioni e sicurezza nazionale. A partire dallo scorso 4 ottobre Giulio Occhionero - subodorando di essere controllato - ha iniziato a distruggere gli elementi di prova a suo carico cancellando dati che erano presenti nel suo pc e su alcuni server da remoto. Nell'ordinanza di custodia, emessa dal gip Maria Paola Tomaselli, si parla di «disegno criminoso volto ad acquisire, tramite l'utilizzo del malware, informazioni e dati sensibili che permettessero ai due di avvantaggiarsi nel modo della politica e dell'alta finanza». Ed il pericolo rappresentato dai fratelli era «estremamente grave» nel momento in cui le loro violazioni riguardavano la sicurezza nazionale come nel caso dell'Enav. Ed i dati che saranno acquisiti con la rogatoria negli Usa potrebbero anche far emergere delitti contro la personalità dello Stato.

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