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Lieve malore per Gentiloni al rientro da Parigi

Il presidente del Consiglio al Policlinico Gemelli per un intervento di angioplastica. Operato, sta bene

Lieve malore per il premier Paolo Gentiloni al rientro da Parigi. Il presidente del Consiglio, si apprende, si è recato al Policlinico Gemelli dove è emersa la necessità di un piccolo intervento di angioplastica ad un vaso periferico perfettamente riuscito. Gentiloni sta bene ed è vigile.

Gentiloni nell'incontro con Hollande a Parigi Il premier, Paolo Gentiloni ieri a Parigi ha incontrato il Presidente Hollande e ha discusso tra l'altro dell'acquisizione dei cantieri Stx di Saint-Nazaire da parte di Fincantieri. Gentiloni, al rientro a Roma, ha avuto un lieve malore e ha subito un piccolo intervento di angioplastica al Policlinico Gemelli

Non è previsto al momento nessun bollettino medico sulle condizioni del presidente del Consiglio. Il premier è stato ricoverato nella Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) del Policlinico Gemelli guidata dal professor Antonio Rebuzzi.

Gentiloni, Anzaldi (Pd): "Malore per grande stanchezza, tutto sotto controllo" "Al ritorno da Parigi il Presidente del Consiglio ha sentito una stanchezza anomala e ha deciso di farsi controllare dal presidio sanitario di Palazzo Chigi che ha consigliato un controllo in Ospedale". La testimonianza del deputato Michele Anzaldi del Partito DemocraticoL'intervista di Jean Paul Bellotto per Radio Capital

Potrebbero essere stati l'influenza o un particolare stato di stress a provocare il malore. È il parere di Michele Gulizia, cardiologo e presidente dell'Anmco, l'associazione dei cardiologi ospedalieri, che sottolinea come l'intervento di angioplastica ai vasi periferici sia relativamente semplice con una convalescenza di 48 ore. «L'angioplastica è la dilatazione attraverso un palloncino di una arteria che improvvisamente ha un'ostruzione totale o parziale che può essere legata alla formazione di un trombo - spiega l'esperto -. In questo caso sappiamo che l'intervento ha riguardato dei vasi periferici, che possono essere cardiaci o degli arti, superiori o inferiori. A provocarla può essere stato uno stato di iperaggregazione, cioè una maggiore tendenza del sangue a coagulare, che può manifestarsi perchè il soggetto è stressato, beve poco, o ha dei fattori genetici che predispongono a questo fenomeno. Non dimentichiamo che sta imperversando l'influenza, la malattia infiammatoria per eccellenza, e le malattie infiammatorie possono destabilizzare patologie cardiache o di arterie facendo precipitare la coagulazione e favorendo eventi come questo». L'intervento, sottolinea Gulizia, è molto semplice. «L'angioplastica si fa da svegli - spiega -, l'anestesia è locale nel punto di puntura, che è o una arteria del braccio o della gamba. Una volta effettuato al paziente viene dato un farmaco antiaggregante che tende a mantenere fluida la circolazione. Generalmente dopo una angioplastica dopo 48 ore si può tornare al lavoro»

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