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Ornella Muti malata snobbò il Verdi: condannata a otto mesi

Il processo per la “buca” al teatro pordenonese e la partecipazione alla cena a San Pietroburgo con Putin e Kevin Costner. Il teatro aveva chiesto danni per 80 mila euro. Pena sospesa se sarà pagata la provvisionale di 30 mila euro 

PORDENONE. «Colpevole». Francesca Romana Rivelli, in arte Ornella Muti, accusata di truffa e di avere indotto un medico a commettere un falso ideologico nel redigere il suo certificato di malattia, è stata condannata a otto mesi di reclusione e 600 euro di multa, con la condizionale subordinata al pagamento di una provvisionale di 30 mila euro all’Associazione teatro Pordenone.

L’attrice, il 10 dicembre del 2010, disertò al Verdi la rappresentazione “L’ebreo” di Gianni Clementi (cachet 24 mila euro) per una «laringotracheite acuta febbrile» e inviò un certificato medico evitando alla propria compagnia di corrispondere la penale contrattualmente pattuita di 27 mila euro.

Nonostante il medico le avesse prescritto cinque giorni di riposo e di non fare uso della voce, pochi giorni dopo la stampa nazionale diede risalto alla sua partecipazione, la stessa sera, a una cena di beneficenza a San Pietroburgo, in compagnia dell’allora premier Vladimir Putin – la difesa aveva chiesto invano di convocarlo come testimone – e attori del calibro di Kevin Costner.

Due ore di “duello” tra accusa e parte civile da una parte e difesa dall’altra, ieri, quindi la sentenza, poco prima delle 16, pronunciata dal giudice monocratico del tribunale di Pordenone Patrizia Botteri. Il viceprocuratore onorario Chiara Canciani aveva chiesto la condanna dell’artista a sei mesi e 15 giorni di reclusione per «fatti dimostrati.

E’ indiscusso – ha detto nella requisitoria – che il medico abbia reso certificazione senza averla visitata o avendolo fatto diversi giorni prima. Rivelli ha utilizzato il certificato per non versare la penale al Verdi e ciò costituisce l’artifizio e il raggiro che configura la truffa». Il teatro si era costituito parte civile con gli avvocati Bruno e Antonio Malattia. Il 9 dicembre, hanno ricostruito, Muti aveva recitato a Gorizia «senza alcuna difficoltà», così come l’8 a Montegrotto.

«Non risulta si fosse fatta visitare da un medico e non era nelle steppe russe, ma in un capoluogo di provincia». Il certificato era stato rilasciato su richiesta telefonica della segretaria dell’attrice. Il medico, sentito come testimone, aveva ammesso di avere visitato Ornella Muti otto giorni prima della partenza per la Russia e quindi del rilascio del certificato

I cronisti del Messaggero Veneto e de Il Piccolo, che seguirono lo spettacolo di Gorizia, testimoniarono che «non aveva manifestato alcuna difficoltà o cedimento di voce». Un carabiniere in servizio all’aeroporto di Venezia aveva accertato che il biglietto per San Pietroburgo, business class, era stato acquistato il primo dicembre, «dunque la partenza era stata programmata con anticipo, pur sapendo delle tre date di Pordenone».

L’attrice ha preferito «un’occasione mondana, con visibilità mediatica internazionale, alla recita al teatro Verdi». Di avviso opposto l’avvocato Salvatore Sciullo, difensore di Ornella Muti, ieri assente: aveva rilasciato spontanee dichiarazioni il 23 ottobre quando si era scusata col pubblico del Verdi e con Pordenone.

«L’accusa fa perno sulle dichiarazioni del medico, che dovrebbe essere responsabile della vicenda e invece diventa consulente tecnico della parte civile». Il legale ha parlato di «ipotesi, suggestioni» mentre la vicenda andrebbe ricondotta in ambito civilistico.

Ornella Muti, ha aggiunto, «ha sempre dato il massimo per l’Italia e in Russia è una star, come Albano, tanto che è stata presa come un pacco e mandata a un evento per onorare la nazione». Il forfait non è stata una questione di soldi, perché «la penale poteva essere tranquillamente pagata dagli strapotenti

russi».

L’attrice stava proprio male, con certificazione di un medico russo che ha «cristallizzato» la diagnosi di laringo tracheite afonica, «compatibile con chi non è abituato al vostro freddo inverno». Divenuto gelo alla lettura del verdetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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