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Piace già bitcoin, moneta virtuale

Primi pagamenti, in via Piave, con l’innovativo sistema elettronico open-source

A inaugurare il pagamento con la moneta elettronica sono stati un negozio di fumetti Safarà, dove già sono avvenuti i primi pagamenti in bitcoin, la paninoteca Rico’s, e Safarà Editore, prima casa editrice al mondo a vendere libri in bitcoin.

In città quello di via Piave 26 è il primo palazzo a usare il bitcoin, la moneta elettronica open-source creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, nominato al Nobel per l’economia per il 2016.

Acquistare con il bitcoin è facile. Basta scaricare l'apposita applicazione sul proprio smartphone, avvicinarsi al QR code mostrato dal negoziante e il gioco è fatto. Veloce per chi compra e conveniente per il commerciante, che senza alcun costo di commissione può ricevere il pagamento, qualora lo preferisca, non solo in bitcoin ma anche in euro. Il valore del bitcoin è in crescita: nella prima metà del 2015 un bitcoin valeva mediamente sotto i 200 euro.

I titolari delle attività commerciali presenti in via Piave 26, a Torre di Pordenone, hanno deciso di usare il bitcoin grazie alla collaborazione con Inbitcoin, una start-up trentina che sviluppa prodotti e servizi per l'utilizzo del bitcoin, dell’ingegnere Marco Amadori, originario di Rovereto in Trentino, e che ha lavorato per 5 anni a Pordenone in Vda Group e come ricercatore presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento. E durante la sua attività di ricerca si è innamorato del bitcoin.

«Perché il bitcoin a Pordenone? Perché vorrei lanciare una scintilla in una città alla quale sono affezionato – spiega Amadori –. Credo che sia una regione per molti versi simile al Trentino, dove questa nuova modalità di pagamento e questa tecnologia hanno attecchito abbastanza bene. Non è un caso che il primo distributore automatico di bitcoin sia stato installato a Udine l'anno scorso. E come moneta può avere appeal anche turistico, visto che è abbastanza diffusa in Germania e nei paesi del nord. Ma il bitcoin non è solo moneta: è anche innovazione tecnologica, visto che grazie al bitcoin per la prima volta nell'informatica è stato creato un database permanente e inalterabile».

Il bitcoin è una moneta elettronica open source utilizzabile in tutto il mondo con costi molto bassi, dalle persone e dalle aziende, grazie alla rete e anche dal proprio smartphone. È nata nel 2009 e usa la tecnologia peer-to-peer per non operare con alcuna autorità centrale o banca; la gestione delle transazioni e l’emissione di bitcoin viene effettuata collettivamente dalla rete. I bitcoin disponibili sono stabiliti tramite un algoritmo pubblico e non modificabile, totalmente

estraneo alla logica delle banche. Tutte le transazioni sono verificate dai nodi della rete e rese immutabili dalla massiccia forza di calcolo della rete dei “minatori”, che ha ormai sorpassato collettivamente la potenza dei primi 500 supercomputer sommati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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