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Il primo volatore dal Valinis costruì un aereo e lo chiamò "Il Friuli"

La storia di Ugo Zannier, nato nel 1913 a Clauzetto, che costruì il primo aereo a vela e lo dedicò alla sua terra natìa

MEDUNO. Ha costruito il primo aereo a vela della regione, un aliante chiamato “Il Friuli”, e testato la possibilità di decollare dal monte Valinis di Meduno, diventato in seguito meta di appassionati di volo libero da tutto il mondo. Il sogno di Ugo Zannier, nato a Clauzetto nel 1913, era volare con un mezzo realizzato con le proprie mani. Un sogno in cui ha creduto e che è riuscito a esaudire a soli vent’anni. Una storia di capacità e soprattutto tenacia, quella di Ugo, che non ha mai mollato e ha portato a compimento la sua impresa.

Appassionato di volo sin da piccolo, a 15 anni viene assunto come disegnatore alla Breda di Milano, fabbrica di aeroplani. Dopo avere conseguito il brevetto di pilota per velivoli senza motore a Pavullo, a 19 anni vuole iscriversi al corso per allievi sottufficiali piloti della Regia aeronautica, ma viene riformato per scompenso cardiaco. Il giovane non si dà per vinto: il suo obiettivo è costruirsi un aereo.

Nel 1932 si licenzia dalla Breda e torna a Clauzetto per tradurre il progetto in realtà. Il Comune gli concede un’aula della scuola di disegno per montare il velivolo, che ha un’apertura alare di 12 metri. Ugo non fa tutto da solo.

Benvenuto Brovedani, ingegnere di Clauzetto e direttore della scuola di disegno di Meduno, funge da mecenate: avendone compreso il potenziale, gli garantisce sostegno tecnico ed economico. Anche l’ufficiale pilota Raffaello Scarton, ex direttore della scuola medunese, ha un ruolo importante: fa partecipare Ugo a lezioni di volo nell’aeroporto di Campoformido. Il giovane ha le idee chiare: si procura i disegni di un velivolo simile a quello che nella scuola di Pavullo gli aveva dato il battesimo dell’aria. E’ un mezzo tedesco: lo Zogling. Ugo non si limita all’imitazione, ma migliora il velivolo in forma, peso e rendimento. Un anno di lavoro e l’aereo è pronto.

Per le prime prove di volo sceglie la brughiera di Sequals: nella mattinata del 31 luglio 1933, monta i pezzi del mezzo. In poco tempo le componenti sono assemblate: gli alunni della scuola di disegno di Meduno, guidati dal giovane, tendono il cavo elastico e “Il Friuli” decolla. Un’emozione per il costruttore e per chi assiste all’impresa. I successivi voli di prova confermano le ottime caratteristiche del velivolo, che a Campoformido supera il collaudo. Ma il primo vero volo è quello dal monte Valinis.

Un volo che apre le porte del rilievo medunese agli sportivi. E’ il 28 ottobre 1933: Ugo è pronto per lanciarsi. Le donne che si trovano sulla cima del monte per raccogliere fieno e fare pascolare le mucche gli gridano di non gettarsi. Ma il giovane sorride e sicuro decolla a bordo del suo mezzo. Il volo è perfetto: l’aereo sorvola Meduno e Cavasso e atterra a nord di Solimbergo. A novembre è la volta del volo dal monte Quarnan, a Gemona.

La fama di Ugo è sempre più grande. Nel 1934 diventa pilota militare nella scuola di Grottaglie, in cui ha fatto ingresso dopo che i medici hanno annullato la diagnosi di insufficienza cardiaca. Vola anche come solista nella pattuglia acrobatica dell’aeronautica militare. A spezzare le ali di Ugo è la guerra: il 30 dicembre 1938, a 25 anni, muore nei cieli della Spagna. Viene ucciso a colpi di mitraglia, in volo, mentre cerca di salvare il suo comandante, facendogli scudo col corpo.

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