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I lettori alla scoperta della cipolla rossa orgoglio di Cavasso

I lettori in visita a Cavasso Nuovo per scoprire i segreti della cipolla rossa (Foto Davide Francescutti)

Successo per l’appuntamento legato alla gastronomia. Coinvolti anche Ersa, PromoTurismoFvg e Slow Food 

I lettori NoiMv alla scoperta della cipolla rossa di Cavasso

Cinquanta lettori del Messaggero Veneto hanno potuto scoprire dove nasce la cipolla rossa di Cavasso Nuovo, eccellenza del territorio pedemontano friulano che, dopo essere stata riscoperta mentre era a un passo dall’estinzione, ora sta diventando sempre più apprezzata per le sue caratteristiche uniche, a partire dalla dolcezza.

La giornata è sta ...

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I lettori NoiMv alla scoperta della cipolla rossa di Cavasso

Cinquanta lettori del Messaggero Veneto hanno potuto scoprire dove nasce la cipolla rossa di Cavasso Nuovo, eccellenza del territorio pedemontano friulano che, dopo essere stata riscoperta mentre era a un passo dall’estinzione, ora sta diventando sempre più apprezzata per le sue caratteristiche uniche, a partire dalla dolcezza.

La giornata è stata resa possibile dalla community Noi Messaggero Veneto, che ha portato da Pordenone a Cavasso Nuovo il gruppo di lettori su un pullman gratuito nel progetto che ha visto coinvolti anche Ersa, PromoTurismoFvg e Slow Food, organizzazione che ha proclamato questo ortaggio quale suo presidio (così vengono chiamati i prodotti tipici da preservare) insieme alla “cugina” rosa della vicina Val Cosa.

All’arrivo nel municipio cavassino (lo storico Palazat), dopo l’introduzione di Pierluigi Cannas per il Messaggero Veneto, che ha portato anche il saluto del direttore del giornale Omar Monestier, è stato lo stesso sindaco di Cavasso Nuovo Emanuele Zanon a spiegare la specificità della cipolla per la sua comunità. «Recuperandone la coltura – ha dichiarato – non solo diamo una possibilità di integrazione del reddito alle famiglie ma favoriamo pure il recupero dei terreni abbandonati, la socializzazione e la promozione turistica».

I segreti della cipolla rossa di Cavasso


Spazio, poi, all’associazione che riunisce 14 produttori locali, il cui presidente Silvano Carpenedo ha illustrato le origini storiche della cipolla locale. «Gli abitanti di Cavasso Nuovo più anziani – ha spiegato – si ricordano di averla sempre vista. Era un elemento fondamentale dell’economia famigliare contadina, visto che le donne andavano in giro come venditrici ambulanti a proporla dalla pianura alla montagna».

Il vicepresidente Claudio Zambon si è invece soffermato sulle caratteristiche e metodi di coltivazione. «La potete riconoscere – ha svelato – dalla forma tonda e schiacciata ed è ideale da mangiare cruda».

La visita è proseguita, poi, negli orti dove la cipolla viene coltivata, prima del rientro al Palazat dove i lettori hanno potuto ammirare la preparazione dal vivo del “riesti”, la treccia di cipolle tradizionale preparata con l’erba spontanea chiamata “palù”: una lavorazione utile sia per il trasporto che per la conservazione dell’ortaggio. Spazio anche per la degustazione di confetture di cipolla rossa nonché di fette di essa a crudo.

«Molto interessante – ha commentato il lettore Ranieri Nocino di Fagagna – e luoghi meravigliosi». «Tutti molto gentili – ha aggiunto Luigi Toffolon di Pasiano di Pordenone – un’iniziativa davvero stupenda».

Gran finale della giornata all’Eurohotel di Maniago per il pranzo comunitario con menù a base, ovviamente di cipolla rossa di Cavasso Nuovo. I nostri lettori hanno potuto assaggiare insalatina di cipolla e mazzancolle, risotto con la cipolla e figadei e cipolla e capocollo con le patate.

Nell’occasione, l’associazione produttori ha voluto insignire il ristoratore Mauro Casaro del primo attestato in assoluto che garantisce il consumatore dell’effettivo utilizzo della cipolla cavassina come materia prima per i piatti.

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