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Inseguito e picchiato da marito e moglie, dodicenne finisce in ospedale: aveva suonato per scherzo il campanello

Budoia, il ragazzino è stato medicato al pronto soccorso di Pordenone. La coppia è stata denunciata dai carabinieri

BUDOIA. La più diffusa delle marachelle che commettono i ragazzini – suonare i campanelli delle abitazioni e poi darsi alla fuga, prima che gli interessati riescano ad aprire la porta – a Budoia è finita con un ragazzino in ospedale e una denuncia da parte dei carabinieri della stazione di Polcenigo.

Guai giudiziari, quindi, per una coppia di coniugi, pensionato lui, 57 anni la consorte.

I fatti risalgono a venerdì 18 maggio e sono accaduti in via dei Pozzi, laterale di piazza Umberto I ...

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BUDOIA. La più diffusa delle marachelle che commettono i ragazzini – suonare i campanelli delle abitazioni e poi darsi alla fuga, prima che gli interessati riescano ad aprire la porta – a Budoia è finita con un ragazzino in ospedale e una denuncia da parte dei carabinieri della stazione di Polcenigo.

Guai giudiziari, quindi, per una coppia di coniugi, pensionato lui, 57 anni la consorte.

I fatti risalgono a venerdì 18 maggio e sono accaduti in via dei Pozzi, laterale di piazza Umberto I. «Un ragazzo di 12 anni – hanno denunciato i carabinieri – è stato sorpreso da una coppia di coniugi mentre cercava di allontanarsi dopo aver suonato, senza motivo, i campanelli di alcune abitazioni della via.

I due coniugi – risulta ai militari dell’Arma – lo percuotevano e minacciavano, facendolo cadere dalla sua bicicletta. Il giovane ha riportato escoriazioni ed ecchimosi agli arti inferiori e al polso sinistro, medicate al pronto soccorso dell’ospedale di Pordenone. I medici hanno formulato per il ragazzo una prognosi di sette giorni, per la sua guarigione».

La notizia della denuncia è emersa solo in questi giorni. I carabinieri di Polcenigo, oltre ai due coniugi, in questi giorni hanno interrogato, quali testimoni, altri residenti nella via. Reso di dominio pubblico, il fatto ha destato meraviglia e sconcerto nei tanti budoiesi che conoscono la coppia, da tutti ritenuta composta da persone pacifiche e perbene.

Sentito in proposito, il marito, benvoluto artigiano, recentemente andato in pensione, ha affermato che «la marachella di suonarmi il campanello di casa, ripetutamente, più volte al giorno, dura ormai da oltre un anno. Del fatto – ha proseguito l’interessato – avevo avvisato anche i carabinieri.

Debbo dire che nei mesi invernali la cosa era successa più di rado. Poi, con l’allungarsi delle giornate, le scampanellate sono riprese, in modo sempre più insistente. La frequenza delle stesse – ha osservato il denunciato – assieme al mio precario stato di salute fisica, hanno finito per esasperarmi.

È vero, come risulta ai carabinieri, che abbiamo sorpreso quindici giorni or sono il dodicenne a suonare per l’ennesima volta il campanello. Io e mia moglie abbiamo cercato di fermarlo e lui è caduto dalla bicicletta, procurandosi delle escoriazioni.

Da parte nostra però – ha dichiarato l’interessato – non ci sono state né percosse, né minacce nei confronti del ragazzo».

La versione dei carabinieri è, però, diversa. Stando a quanto risulta loro, dopo aver ascoltato alcuni testimoni, infatti, i coniugi hanno «percosso e minacciato» il ragazzo.

Starà ora ai giudici del tribunale di Pordenone stabilire la verità su quanto accaduto. Unica cosa certa è l’apertura di un procedimento giudiziario nei confronti dei coniugi di Budoia, entrambi denunciati.

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