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«Mi sento italiano»: ragazzino africano all’esame di terza media canta l’Inno di Mameli

A 15 anni e senza cittadinanza italiana lo ha detto di fronte alla commissione d’esame nella scuola Drusin, a Pordenone

PORDENONE. «Mi sento prima italiano e poi un po’ ivoriano». A 15 anni e senza cittadinanza italiana lo ha detto di fronte alla commissione d’esame nella scuola Drusin a Pordenone sud. Poi il ragazzino africano ha intonato l’Inno di Mameli.

«Ci siamo stupiti e commossi – la dirigente Nadia Poletto era in commissione –. I genitori del nostro studente sono immigrati dalla Costa d’Avorio per lavoro, ma i figli non hanno cittadinanza».

Tutti incantati. «I campioni della nazionale di calcio cantano ...

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PORDENONE. «Mi sento prima italiano e poi un po’ ivoriano». A 15 anni e senza cittadinanza italiana lo ha detto di fronte alla commissione d’esame nella scuola Drusin a Pordenone sud. Poi il ragazzino africano ha intonato l’Inno di Mameli.

«Ci siamo stupiti e commossi – la dirigente Nadia Poletto era in commissione –. I genitori del nostro studente sono immigrati dalla Costa d’Avorio per lavoro, ma i figli non hanno cittadinanza».

Tutti incantati. «I campioni della nazionale di calcio cantano di fronte alla bandiera tricolore – è andato avanti lo studente sotto esame –. Lo faccio anch’io, che amo lo sport e l’Italia».

Il giovane ha ringraziato la scuola. «Il mio maestro mi ha incoraggiato e dato fiducia – il quindicenne è stato inserito in un percorso di integrazione –. Sono nato in Italia e sono orgoglioso del mio Paese».

Anche senza il diritto di cittadinanza. «L’Inno di Mameli cantato dai nuovi italiani esprime un senso di appartenenza importante – ha aggiunto Poletto –. Nell’istituto comprensivo Pordenone sud la scuola ha un ruolo fondamentale nell’integrazione».

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