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Corre 233 chilometri attorno al lago per combattere la Sla

Barcis, Gianluca Pagazzi sorprende ancora: 40 anni di corsa, 40 giri. L’alpino podista ha anche raccolto fondi a scopo benefico

BARCIS. Impresa compiuta: ha percorso 233 chilometri attorno al lago di Barcis in quattro giorni. Quaranta giri, uno per anno di “anniversario” dalla prima corsa. E, come di consueto, al piacere (anche se faticoso) ha abbinato un’iniziativa benefica: stavolta a favore della sezione di Pordenone di Asla.

Il protagonista dell’ennesima impresa podistica è il maratoneta alpino Gianluca Pagazzi, barciano di 50 anni.

«La prima domenica di agosto 1978 a Barcis organizzarono una gara di corsa attorno ...

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BARCIS. Impresa compiuta: ha percorso 233 chilometri attorno al lago di Barcis in quattro giorni. Quaranta giri, uno per anno di “anniversario” dalla prima corsa. E, come di consueto, al piacere (anche se faticoso) ha abbinato un’iniziativa benefica: stavolta a favore della sezione di Pordenone di Asla.

Il protagonista dell’ennesima impresa podistica è il maratoneta alpino Gianluca Pagazzi, barciano di 50 anni.

«La prima domenica di agosto 1978 a Barcis organizzarono una gara di corsa attorno al lago. Avevo dieci anni e vi partecipai la prima volta: fu un incubo, 5,7 chilometri interminabili, una grande fatica, un’eternità».

Ma fu proprio quella “impresa” che plasmò nel ragazzino la passione per la corsa che poi non avrebbe più abbandonato. «Nacque un gruppo di podisti: si partecipava a varie iniziative».

Quarant’anni dopo che cosa fare per celebrare l’anniversario? Detto e fatto, 40 anni, 40 giri del lago: 15 giri martedì, 12 mercoledì, 8 giovedì, cinque venerdì, per un totale di 233 chilometri.

Nella base logistica dell’iniziativa, il bar degli Alpini di Barcis, Cristina e Fausta hanno custodito una damigiana: «Tutti coloro che mi hanno accompagnato in parte di questo percorso, compreso mio figlio Simone, hanno donato qualcosa. Il ricavato andrà all’Asla (Associazione sclerosi laterale amiotrofica) di Pordenone, di cui presidente è il mio amico e compagno di corse Michele Roveredo.

Ci sono tante persone che hanno bisogno e noi che abbiamo gambe buone, sebbene non più a disposizione dell’agonismo, le mettiamo a disposizione a fini benefici».

Pensando già ai prossimi impegni: la 6 ore di Frisanco e la 24 ore Telethon a Udine.