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Morto il primo giorno di lavoro Trovato il segno della scarica

Sull’avambraccio dell’operaio di 37 anni è stato individuato il “marchio elettrico” Eseguiti prelievi istologici per avere una conferma dell’ipotesi di folgorazione

FANNA

Sull’avambraccio sinistro di Donato Maggi, morto a 37 anni nella cabina di trasformazione del cementificio di Fanna, era presente il “marchio elettrico”, ovvero la lesione cutanea tipica che distingue solitamente i decessi causati da una folgorazione. Ma l’esame autoptico è ben lungi dall’essere concluso.

L’ispezione esterna della salma ha confermato una compatibilità con l’ipotesi dell’infortunio sul lavoro, ovvero che il corpo dell’operaio specializzato, originario della provincia di T ...

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FANNA

Sull’avambraccio sinistro di Donato Maggi, morto a 37 anni nella cabina di trasformazione del cementificio di Fanna, era presente il “marchio elettrico”, ovvero la lesione cutanea tipica che distingue solitamente i decessi causati da una folgorazione. Ma l’esame autoptico è ben lungi dall’essere concluso.

L’ispezione esterna della salma ha confermato una compatibilità con l’ipotesi dell’infortunio sul lavoro, ovvero che il corpo dell’operaio specializzato, originario della provincia di Taranto e domiciliato a Ragona, sia stato attraversato da una scarica elettrica. Non sono stati però trovati segni di uscita sui piedi: indossava le scarpe antinfortunistiche.

Il marchio è stato riconosciuto dall’anatomopatologa Barbara Polo Grillo, consulente del pm Monica Carraturo. Sono stati effettuati prelievi istologici e campionature per avere una conferma sotto il profilo termico, oltre che visivo, della tipologia della lesione. Qualora, dall’esito delle analisi, emergesse che si tratta proprio del marchio elettrico, non vi sarebbero più dubbi sulla folgorazione. L’ipotesi attuale è che con l’avambraccio sinistro Maggi abbia toccato inavvertitamente un elemento in tensione mentre smontava i pannelli.

Non ci sono testimoni: Maggi, assunto tramite un’agenzia interinale di Udine dall’impresa di Porpetto Friulmontaggi, era rimasto da solo nel locale per pochi istanti. Quando i colleghi sono ritornati, lo hanno trovato appoggiato, esanime.

La folgorazione è stata preceduta da un malore fatale? Il medico legale Barbara Polo Grillo non ha riscontrato nell’autopsia patologie compatibili con il decesso. Entro sessanta giorni sarà depositata la consulenza tecnica in Procura. Per poter ricostruire che cosa abbia provocato la morte dell’operaio bisognerà incrociare i verbali dei testimoni, la relazione dello Spsal, il servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi diel lavoro e l’esito dei prelievi istologici.

Tre i nomi iscritti al momento nel registro degli indagati in vista dell’autopsia, per consentire loro di nominare un consulente di parte. Il pm Monica Carraturo ha aperto un’inchiesta per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Ma le conclusioni della consulenza medico legale potrebbero anche portare a nuovi scenari.

Alle operazioni peritali ha partecipato il dottor Alfonso De Maglio, consulente tecnico di parte per Aldo Bertoia, 49 anni, residente a Latisana e per Dionisio Trevisan, 67 anni, residente a Precenicco. I due referenti dell’impresa Friulmontaggi di Porpetto si sono affidati agli avvocati Carlotta e Giuseppe Campeis di Udine. Ha ricevuto gli avvisi di rito anche il responsabile del cementificio di Fanna Franco Bombarda, 60 anni, residente a Maniago. —

I.P.

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