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Al castello Ceconi l’omaggio della valle a Italo Zannier

VITO D’ASIOUltimi giorni di visita oggi e domani, al castello Ceconi di Pielungo di Vito d’Asio, per “Italo Zannier fotografo dall’architettura spontanea”, omaggio che la neonata associazione...

VITO D’ASIO

Ultimi giorni di visita oggi e domani, al castello Ceconi di Pielungo di Vito d’Asio, per “Italo Zannier fotografo dall’architettura spontanea”, omaggio che la neonata associazione culturale Pieve d’Asio, ha inteso rendere al professor Zannier, fotografo e storico della fotografia, dal 2015 cittadino onorario di Clauzetto, suo paese d’origine.

Presente all’inaugurazione assieme all’amico Giorgio Celiberti, artista udinese che non ha certo bisogno di presentazioni ed introdotto dal ...

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VITO D’ASIO

Ultimi giorni di visita oggi e domani, al castello Ceconi di Pielungo di Vito d’Asio, per “Italo Zannier fotografo dall’architettura spontanea”, omaggio che la neonata associazione culturale Pieve d’Asio, ha inteso rendere al professor Zannier, fotografo e storico della fotografia, dal 2015 cittadino onorario di Clauzetto, suo paese d’origine.

Presente all’inaugurazione assieme all’amico Giorgio Celiberti, artista udinese che non ha certo bisogno di presentazioni ed introdotto dal critico fotografico Roberto Maggiori, Italo Zannier ha intrattenuto il pubblico presente accorso numeroso vista l’eccezionalità dell’evento, raccontando tutta una serie di aneddoti sulla sua amicizia con Pier Paolo Pasolini e i grandi artisti del dopoguerra, tra cui lo stesso Celiberti definito da Zannier «l’ultimo grande pittore friulano».

In mostra i visitatori trovano esposti un centinaio di scatti tratti dal volume pubblicato da Italo Zannier nel 1971, “Una casa è una casa” , riedito nel 2016 da Quinlan, editrice specializzata in fotografia, con l’aggiunta di una dozzina di inediti. Le foto ritraggono il Friuli che va da San Francesco nella Val d’Arzino a Erto e Casso, colto prima del terremoto, in immagini che ritraggono la bellezza delle case e dei loro interni, testimonianza unica che tramanda la memoria della straordinaria architettura spontanea di quei luoghi, in gran parte perduta nel sisma.

Luoghi familiari al professor Zannier, classe 1932, che dopo aver intrapreso studi di architettura e di pittura, si è dedicato alla fotografia (dal 1952) e alla storia della fotografia (dal 1954). Ha collaborato a diverse esposizioni internazionali e pubblicato saggi e libri. La mostra è aperta dalle 10.30 alle 18.30. –

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