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Linea telefonica guasta al rifugio Maniago Rovinata la stagione

La struttura è aperta, ma non si riesce a prenotare I gestori possono effettuare chiamate, non riceverle

ERTO E CASSO

Un piccolo angolo di paradiso nella montagna pordenonese. Un luogo da raggiungere a piedi e dove trascorrere una giornata di pace – fermandosi a mangiare – o anche una nottata, dal momento che è d’estate apre le porte a chi vuole fermarsi a dormire. Il rifugio Maniago, nella alta val Zemola, alle pendici meridionali del monte Duranno, è raggiungibile dal parcheggio a inizio valle tramite il sentiero Cai 374. Peccato che quest’anno i gestori si sono trovati a dover affrontare un d ...

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ERTO E CASSO

Un piccolo angolo di paradiso nella montagna pordenonese. Un luogo da raggiungere a piedi e dove trascorrere una giornata di pace – fermandosi a mangiare – o anche una nottata, dal momento che è d’estate apre le porte a chi vuole fermarsi a dormire. Il rifugio Maniago, nella alta val Zemola, alle pendici meridionali del monte Duranno, è raggiungibile dal parcheggio a inizio valle tramite il sentiero Cai 374. Peccato che quest’anno i gestori si sono trovati a dover affrontare un disguido non di poco conto: quello con la linea telefonica.

Si dirà che siamo nel 2018 e che la tecnologia risolve ogni cosa, ma se siete i gestori di un rifugio in mezzo alla montagna, avete bisogno della cara vecchia linea telefonica perché difficilmente i turisti arrivano senza aver prima verificato l’apertura. Invece quest’anno – come raccontano alcuni avventori dal momento che non è stato possibile raggiungere i gestori – il rifugio dai primi di luglio deve fare i conti con un disservizio non di poco conto. I gestori possono chiamare dal telefono del rifugio, ma non possono ricevere chiamate. E, come se non bastasse, la linea in entrata suona libera se si prova a chiamare. Chi desidera prenotare, quindi, è portato semplicemente a pensare che il rifugio sia chiaro. Da quanto hanno raccontato i gestori a chi ha raggiunto comunque il rifugio in questi giorni, il guasto è tale dall’inizio di luglio. La nota compagnia telefonica che gestisce la rete ha garantito un sopralluogo per la risoluzione del guasto già un paio di volte, l’ultima delle quali il 14 di agosto. Naturalmente non si è visto nessuno e anche Ferragosto è andato. Un bel danno all’attività del rifugio che può contare solo sulla stagione estiva.

Quando si parla di valorizzazione della montagna pordenonese e di servizi per il turismo bisognerebbe partire da quelli di base, non lasciando da soli i coraggiosi che restano e provano anche a far funzionare un’attività imprenditoriale. —

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