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Fidenato, 50 mila euro di multe per la semina del mais Ogm

Pordenone, parla l’imprenditore: sono stato costretto a violare la legge per ottenere giustizia. Nel mirino la nuova direttiva comunitaria che ha vietato la coltivazione in Italia

PORDENONE. Due maximulte da 25 mila euro ciascuna sono arrivate all’imprenditore agricolo di Arba, Giorgio Fidenato, per le semine di mais transgenico effettuate il 21 aprile scorso nei suoi terreni a Colloredo di Monte Albano e a Vivaro.

La Forestale abbatte le piante di mais Ogm di Fidenato



La sanzione amministrativa pecuniaria – che va dai 25 ai 75 mila euro – è prevista per chiunque violi i divieti di ...

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PORDENONE. Due maximulte da 25 mila euro ciascuna sono arrivate all’imprenditore agricolo di Arba, Giorgio Fidenato, per le semine di mais transgenico effettuate il 21 aprile scorso nei suoi terreni a Colloredo di Monte Albano e a Vivaro.

La Forestale abbatte le piante di mais Ogm di Fidenato



La sanzione amministrativa pecuniaria – che va dai 25 ai 75 mila euro – è prevista per chiunque violi i divieti di coltivazione del granoturco Ogm introdotti nel marzo 2016 dall’Unione europea e recepiti a novembre dal decreto legislativo 227.

Mais Ogm, Fidenato: "Farò causa allo Stato"



La nuova direttiva comunitaria, che supera il precedente regolamento comunitario, ha introdotto la possibilità per uno Stato membro di escludere la coltivazione di Ogm nel proprio territorio.

Facoltà che l’Italia ha esercitato. Il 3 marzo con decisione di esecuzione, la Commissione europea ha stabilito che la coltivazione del granoturco Mon 810 fosse vietata in Italia. All’imprenditore di Arba è stata contestata pertanto la violazione della nuova normativa italiana, entrata in vigore due anni fa.

Giorgio Fidenato torna a seminare Ogm a Colloredo di Monte Albano



«Sono stato costretto a violare la legge per ottenere giustizia», ha sintetizzato il suo punto di vista Fidenato. È stato proprio l’imprenditore a comunicare, per iscritto, al registro regionale della localizzazione degli Ogm, presso l’Ersa, di aver seminato mais Ogm.



Gli ufficiali della guardia forestale hanno poi prelevato i campioni nei due appezzamenti, verificando la natura delle colture. Il 9 luglio le coltivazioni sono state distrutte dal corpo forestale regionale, dopo che l’imprenditore non aveva ottemperato all’ordinanza che appunto gli intimava di trinciare e interrare le piantine.

L’intento di Fidenato è quello di «porre una questione pregiudiziale alla Corte di giustizia europea». «Riteniamo che la nuova direttiva comunitaria – l’imprenditore agricolo ha approfondito il tema – non sia conforme ai trattati europei.

Un cittadino non può accedere direttamente alla Corte di giustizia europea, può farlo solo in via incidentale, se vi è un procedimento giudiziario aperto nello Stato membro in cui risiede. Io non volevo violare la legge italiana, ma ho dovuto farlo perché soltanto così ora potrò sollevare il caso alla Corte di giustizia europea».

Mentre preannuncia battaglia a Lussemburgo, Fidenato è impegnato anche nella stesura dei ricorsi al Tar contro la distruzione delle coltivazioni di Ogm.

Sul fronte civile si aprirà un altro casus belli quando arriverà l’intimazione del pagamento delle due maximulte. Fidenato è, infatti, pronto a fare causa al ministero dell’Agricoltura per ottenere l’annullamento delle due salate sanzioni amministrative.