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Consumi di minerale: alla Dolomia si prevede una crescita del 10 %

CIMOLAISL’andamento climatico può influire sul fatturato di un’azienda? Certamente sì se si tratta di uno stabilimento di acque minerali come quello della Dolomia a Cimolais.La stagione estiva si è...

CIMOLAIS

L’andamento climatico può influire sul fatturato di un’azienda? Certamente sì se si tratta di uno stabilimento di acque minerali come quello della Dolomia a Cimolais.

La stagione estiva si è rivelata decisamente insolita rispetto a quelle a cui nel tempo ci si era abituati. Solo l’ultima parte del periodo ha registrato forti ondate di calore (al di sopra delle medie stagionali), inframezzate peraltro da varie perturbazioni nell’area montana. I mesi di giugno e luglio hanno riportato ...

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CIMOLAIS

L’andamento climatico può influire sul fatturato di un’azienda? Certamente sì se si tratta di uno stabilimento di acque minerali come quello della Dolomia a Cimolais.

La stagione estiva si è rivelata decisamente insolita rispetto a quelle a cui nel tempo ci si era abituati. Solo l’ultima parte del periodo ha registrato forti ondate di calore (al di sopra delle medie stagionali), inframezzate peraltro da varie perturbazioni nell’area montana. I mesi di giugno e luglio hanno riportato alla mente le tipiche estati friulane degli anni Settanta e Ottanta, con tanta pioggia e giornate fresche. «Diciamo che per nessun player del settore l’estate italiana si è trasformata in un momento d’oro – ha sottolineato l’amministratore delegato di Dolomia, Gilberto Zaina – Certamente il clima bollente del 2015 ma anche dell’anno scorso hanno agevolato non poco le vendite sulle tavole nazionali. Per quanto ci riguarda, le previsioni di crescita del 10 percento anticipate a inizio anno sembrano comunque rispettate. Dovremmo chiudere l’esercizio con circa 90 milioni di bottiglie immesse sui mercati di tutto il mondo».

Una buona fetta del fatturato di Dolomia giunge dall’estero. E se l’Italia è stata risparmiata dalla siccità, non altrettanto lo è stato nel resto d’Europa. Dalla Svizzera alla Gran Bretagna sino ad arrivare alla penisola finnica, il nord del continente è stato “bruciato” da temperature elevate e carenza di pioggia. Una stagione molto calda può incidere sino al 25 percento in più nella produzione di acque minerali. Altrettanto dicasi per i rifiuti, plastica e vetro in primo luogo, da smaltire una volta cessata l’emergenza calore. —