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Staccionata rotta lungo il sentiero del benefattore Incerta la causa

All’inizio del percorso dei pali si sono staccati e sono finiti tra l’erba dell’argine del Cellina Il cammino è dedicato  ad Antonio Dell’Angelo

MONTEREALE

Pali delle staccionate si sono staccati, cadendo tra l’erba dell’alto argine del Cellina, forse perché non erano stati fissati bene. É accaduto all’inizio del sentiero che dall’argine di Montereale Valcellina scende sul greto del Cellina fino al cippo inaugurato nel 1998 per ricordare, a 200 anni dalla nascita, Antonio Dell’Angelo “Il Pellegrin”e nei belvedere precedenti, dotati di staccionate, sedili in pietra e rastrelliera per le biciclette. Il percorso ciclabile è stato perfezi ...

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MONTEREALE

Pali delle staccionate si sono staccati, cadendo tra l’erba dell’alto argine del Cellina, forse perché non erano stati fissati bene. É accaduto all’inizio del sentiero che dall’argine di Montereale Valcellina scende sul greto del Cellina fino al cippo inaugurato nel 1998 per ricordare, a 200 anni dalla nascita, Antonio Dell’Angelo “Il Pellegrin”e nei belvedere precedenti, dotati di staccionate, sedili in pietra e rastrelliera per le biciclette. Il percorso ciclabile è stato perfezionato alcuni anni fa per rendere confortevole la sosta a quanti si recano in visita nell’area del Cellina. Sentiero e cippo ricordano la storia di Antonio Dell’Angelo (1798 – 1861). Contadino di San Leonardo, a 37 anni, il primo agosto del 1835, usando pala e piccone, cominciò lo scavo di un roiello per far scorrere l’acqua per tre chilometri fino alla piazza di San Leonardo, allora dotata soltanto di una “laguna”.

Dell’Angelo è un simbolo della comunità di San Leonardo. I lavori del canale, avviati nel 1835, si protrassero per più di due anni. Lavorò da solo, circondato dal generale scetticismo, ricevendo aiuto solo nelle fasi finali degli scavi, ultimati il 7 ottobre 1837. L’efficienza dell’acquedotto, che sfruttava le differenze di pendenza fino alla piazza di San Leonardo, venne presa a modello per realizzare simili impianti anche nei borghi limitrofi. Tutte le comunità si dotarono di acqua corrente, sconfiggendo le frequenti epidemie provocate dall’utilizzo di lagune stagnanti.

La manutenzione del sentiero, con la lunga scalinata che conduce al cippo sul Cellina è affidata ai volontari che a San Leonardo hanno costituito il circolo culturale dedicato al “Pellegrin”. —

S.C.

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