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Ponte Giulio allagato a causa del degrado Saccon attacca l’Anas

L’allarme inascoltato dell’imprenditore ed ex consigliere «Pec inviata 36 ore prima che l’acqua bloccasse il traffico» 

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Anche la Procura della Repubblica potrebbe interessarsi al vasto allagamento del ponte Giulio di venerdì notte. Ieri è infatti emersa un’altra sorpresa: un cittadino di Maniago aveva segnalato all’Anas il pericolo imminente 36 ore prima che l’area andasse sott’acqua e fosse necessario fermare la circolazione.

Renzo Saccon, imprenditore ed ex consigliere comunale, ha inviato una Pec giovedì mattina. Destinatari l’ex ente nazionale per la viabilità, che continua ad essere competente su ...

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Anche la Procura della Repubblica potrebbe interessarsi al vasto allagamento del ponte Giulio di venerdì notte. Ieri è infatti emersa un’altra sorpresa: un cittadino di Maniago aveva segnalato all’Anas il pericolo imminente 36 ore prima che l’area andasse sott’acqua e fosse necessario fermare la circolazione.

Renzo Saccon, imprenditore ed ex consigliere comunale, ha inviato una Pec giovedì mattina. Destinatari l’ex ente nazionale per la viabilità, che continua ad essere competente sul ponte Giulio, e la Prefettura. Il contenuto della missiva denunciava lo stato di abbandono del manufatto. Vista la prevedibilità dell’evento e il rischio corso dagli utenti, la vicenda potrebbe quindi passare in mano alla Procura pordenonese per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio e allagamento colposo.

Da parte sua il residente non intende mollare. «Nel 2018 non possono succedere queste cose, sono anni che il degrado è sotto gli occhi di tutti e è quindi ora che si faccia piena luce su chi ha sbagliato» ha detto ieri il diretto interessato.

Saliente, per l’eventuale contestazione di reati a carico di qualcuno, sarà a questo punto la relazione dei pompieri e dei carabinieri intervenuti in zona venerdì sera allo scopo di scongiurare incidenti gravi.

Del resto la denuncia dell’artigiano appare quanto mai circostanziata. «L’erba alta, i rifiuti e i detriti accumulatisi nel tempo creano problemi al deflusso dell’acqua piovana, i veicoli potrebbero scivolare sull’asfalto» si legge nella Pec.

Nella tarda serata di venerdì scorso ecco che la previsione dell’uomo si avvera. Una perturbazione più violenta del solito provoca l’intasamento dei tombini laterali della 251, un asse viario che fa quasi interamente capo all’agenzia regionale Fvgstrade ad eccezione del ponte Giulio.

In pochi minuti l’arteria tra Maniago e Montereale Valcellina diventa impraticabile e i carabinieri sono costretti a bloccare l’accesso. Nel frattempo i vigili del fuoco del locale distaccamento sturano ad uno ad uno i condotti di scolo. Solo dopo ore di lavoro la situazione torna alla normalità. Lo stesso sindaco di Maniago e presidente dell’Unione delle Dolomiti friulane, Andrea Carli, ha confermato che l’Anas era a conoscenza del quadro di profondo degrado.

L’amministratore ha spiegato di aver più volte sollecitato le manutenzioni ordinarie o, quanto meno, che il ponte passasse presto in carico alla Regione. «Nel 2017, in occasione del ribaltamento di un camion, ho personalmente manifestato i miei dubbi ai funzionari accorsi sul posto, mentre un mese fa ho dovuto fare la voce grossa perché gli atleti dei campionati mondiali di paraciclismo erano costretti a seguire un percorso indecoroso e sporco» ha detto Carli, supportando indirettamente la tesi di Saccon sulla evitabilità dell’accaduto.

È qui che potrebbe scattare l’imputazione di inondazione colposa insieme a quella di interruzione di pubblico servizio. Nel primo caso non servono vittime o danni strutturali ma è sufficiente un pericolo potenzialmente diffuso, grave e prolungato.

Per quanto riguarda la strada bloccata per ore, la circostanza di non aver bonificato il bordo strada pur conoscendone lo stato di abbandono permetterebbe di trasformare la negligenza in una forma attenuata di dolo. —