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Zanzare e virus del Nilo nel Friuli occidentale Accertati altri due casi

Positività riscontrata in due donne residenti in provincia Altra paziente ricoverata a San Vito. Dimessi tutti gli altri



Continuano ad aumentare i casi di contagio da West Nile virus in provincia di Pordenone. Due pazienti sono ricoverate all’ospedale Santa Maria degli Angeli del capoluogo, mentre stanno migliorando le condizioni dell’uomo colpito da encefalite lo scorso fine settimana.

«Durante il week end – ha riassunto Paola Toscani, responsabile della struttura complessa prestazioni sanitarie dell’azienda pordenonese – nel Pordenonese sono state registrate due nuove diagnosi di positività al West Nile Virus ...

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Continuano ad aumentare i casi di contagio da West Nile virus in provincia di Pordenone. Due pazienti sono ricoverate all’ospedale Santa Maria degli Angeli del capoluogo, mentre stanno migliorando le condizioni dell’uomo colpito da encefalite lo scorso fine settimana.

«Durante il week end – ha riassunto Paola Toscani, responsabile della struttura complessa prestazioni sanitarie dell’azienda pordenonese – nel Pordenonese sono state registrate due nuove diagnosi di positività al West Nile Virus, relative a due donne residenti in provincia. Le pazienti, presentano una sintomatologia non severa e sono state comunque ricoverate nel reparto di medicina dell’ospedale di Pordenone». I casi non sono gravi e si dovrà attendere la conferma del contagio, attraverso l’analisi del sangue che viene effettuata al Burlo Garofolo di Trieste.

La scorsa settimana erano stati sei i casi sospetti in provincia di Pordenone. anche per questi si attende conferma: buona parte delle persone colpite è già rientrata nella propria abitazione, essendo le loro condizioni migliorate. Un’altra paziente è ancora ricoverata all’ospedale di San Vito al Tagliamento.

L’uomo di Pramaggiore, il caso più grave perché colpito da encefalite da virus del Nilo, sta migliorando progressivamente, ha chiarito Toscani.

Si allarga, quindi, il contagio da virus del Nilo già comparso negli anni scorsi in altre zone del Paese e ora arrivato anche in regione e in provincia di Pordenone, dove si è manifestato il numero più alto di casi finora in regione. A determinare la comparsa del virus anche le condizioni meteorologiche di questa estate, con molto caldo, che ha fatto proliferare le zanzare.

Molte amministrazioni comunali, di fronte all’aumento dei casi di contagio, hanno deciso di emettere ordinanze con l’indicazione ai cittadini di comportamenti da tenere per evitare il proliferare di questi insetti.

Si procede alla disinfestazione solo nei casi in cui sia confermata la presenza del virus secondo protocolli già stabiliti.

Secondo i dati forniti dall’Ecdc(European Centre for Disease Prevention and Control, un’agenzia dell’Unione Europa) al 30 agosto gli stati membri dell’Unione Europea hanno segnalato 710 casi umani di contagio dal West Nile virus: Italia (327), Grecia (147), Romania (117), Ungheria (96), Francia (11), Austria (8), Croazia (3 ) e Slovenia (1). I paesi confinanti con l’Unione Europea hanno segnalato 265 casi umani: Serbia (213), Israele (49) e Kosovo (3). Alla stessa data sono stati segnalati in totale 63 decessi dovuti alla febbre del Nilo occidentale da parte di Serbia (21), Grecia (16), Italia (13), Romania (12) e Kosovo (1).

Un problema non solo italiano, quindi, perché il virus, portato dagli uccelli, si sta diffondendo in tutta Europa. —