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Manutenzioni sulla ciclabile Problema di competenze

MANIAGOA quale ente fa capo la pista ciclabile che da Fratta di Maniago si spinge a Cavasso Nuovo? Se lo è chiesto il sindaco di quest’ultimo Comune, Emanuele Zanon, dopo una serie di segnalazioni...

MANIAGO

A quale ente fa capo la pista ciclabile che da Fratta di Maniago si spinge a Cavasso Nuovo? Se lo è chiesto il sindaco di quest’ultimo Comune, Emanuele Zanon, dopo una serie di segnalazioni sulla mancata manutenzione dell’infrastruttura.

Il caso eclatante del vicino ponte Giulio, rimasto di competenza dell’Anas ma integrato in una strada regionale, fa discutere. La ciclopista è stata realizzata dalla Comunità montana su terreni dell’amministrazione provinciale: entrambe le realtà istit ...

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MANIAGO

A quale ente fa capo la pista ciclabile che da Fratta di Maniago si spinge a Cavasso Nuovo? Se lo è chiesto il sindaco di quest’ultimo Comune, Emanuele Zanon, dopo una serie di segnalazioni sulla mancata manutenzione dell’infrastruttura.

Il caso eclatante del vicino ponte Giulio, rimasto di competenza dell’Anas ma integrato in una strada regionale, fa discutere. La ciclopista è stata realizzata dalla Comunità montana su terreni dell’amministrazione provinciale: entrambe le realtà istituzionali non esistono più. «Il tratto di Cavasso si presenta abbastanza decoroso perché attraversa fondi non boscosi e in parte cementati – ha osservato Zanon – Basta, però, spostarsi di qualche metro per imbattersi nell’erba alta e nei rifiuti». Una situazione di degrado che riguarda anche le strade un tempo in carico alla Provincia. Dal luglio del 2016, giorno in cui l’ente di piazza San Giorgio è stato soppresso, le manutenzioni si sono ridotte al lumicino, ha rilevato Zanon, mettendo in luce un potenziale rischio per la viabilità.

Il territorio di Cavasso Nuovo è attraversato da due ex provinciali: quella dei Maraldi, attigua al percorso ciclopedonale oggetto delle lamentele del sindaco, e quella di Orgnese. «In entrambi i casi l’erba è alta al punto tale da rendere disagevole la lettura dei cartelli – ha sottolineato il primo cittadino – Non solo: l’uscita dagli stop si rende rischiosa, tanto che per avere una buona visuale occorre sporgersi». L’attenzione è anche alle banchine ai lati della carreggiata, spesso ricettacolo di rovi e arbusti, ma anche dell’immondizia accumulatasi «a causa dei comportamenti scorretti di qualche incivile». Da qui l’appello alla Regione affinchè provveda con maggior cura alla gestione della rete viaria della zona.

Zanon non è solo in questa battaglia, dato che recentemente il collega di Vito d’Asio, Piero Gerometta, ha minacciato un’azione legale per ottenere un servizio più adeguato. «Non è il caso di fare paragoni con la quanto avvenuto a Genova, ma i tempi che corrono inducono a una seria riflessione – ha puntualizzato Zanon – È spiacevole non avere la certezza sulla titolarità di un’opera pubblica. La pista ciclabile diretta a Maniago si compone anche di ponti e passi carrai. Va tutelata l’incolumità degli utenti». —

F.FI.

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