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Sotto analisi 450 chili di canapa “legale”

I carabinieri di Polcenigo hanno affidato la custodia delle infiorescenze all’agricoltore che le coltiva per ricavare fibre tessili 

BUDOIA

Maxisequestro di canapa sativa nei confronti di un agricoltore di Budoia di 47 anni. Le infiorescenze, per quasi 450 chilogrammi, sono state affidate in custodia giudiziale allo stesso agricoltore, in attesa che le analisi di laboratorio stabiliscano la quantità di principio attivo.

La scoperta

Il 5 settembre i carabinieri di Polcenigo hanno notato a bordo di un Fiat Ducato a noleggio, in sosta a Budoia nel parcheggio del supermercato Visotto, 230 chilogrammi di infiorescenze di canapa s ...

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BUDOIA

Maxisequestro di canapa sativa nei confronti di un agricoltore di Budoia di 47 anni. Le infiorescenze, per quasi 450 chilogrammi, sono state affidate in custodia giudiziale allo stesso agricoltore, in attesa che le analisi di laboratorio stabiliscano la quantità di principio attivo.

La scoperta

Il 5 settembre i carabinieri di Polcenigo hanno notato a bordo di un Fiat Ducato a noleggio, in sosta a Budoia nel parcheggio del supermercato Visotto, 230 chilogrammi di infiorescenze di canapa sativa, stipate in cassoni di plastica. L’agricoltore era in compagnia di altre tre persone.

I militari dell’Arma hanno effettuato un controllo anche nella sua azienda agricola a Budoia, scoprendo altri 217 chilogrammi di infiorescenze in fase di essicazione. L’agricoltore ha spiegato ai carabinieri di produrre canapa da fibra. Altre piante si trovano in un terreno a Tramonti di sopra, pronte per essere tagliate ed essiccate.

la decisione del pm

La Procura ha deciso di sequestrare il raccolto, lasciandolo però nella disponibilità dell’agricoltore affinché possa proseguire con l’attività di essicazione e non causargli così un danno economico. Il pm Pier Umberto Vallerin ha deciso di sottoporre ad analisi i campioni per verificare la concentrazione di principio attivo, poiché l’agricoltore non ha comunicato l’esistenza della sua attività, né ha esibito le fatture di acquisto di sementi certificate che potessero fugare ogni dubbio sulla quantità di thc presente.

LA LEGGE

In base alla legge 242 del 2016, che disciplina la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, la varietà “sativa” (non “indiana”, dalla quale si ricavano invece le sostanze stupefacenti) si può coltivare per produzioni alimentari, tessili, florovivaistiche, etc. Ma soltanto se la pianta presenta un tasso di thc, tetraidrocannabinolo, il principio attivo, inferiore allo 0,2 per cento. La coltivazione può essere autorizzata nel caso in cui la percentuale di thc sia compresa fra lo 0,2 e lo 0,6 per cento. Al di sopra di tale soglia l’agricoltore non subisce comunque alcuna conseguenza penale, ma le piante possono essere sequestrate e distrutte.

la giurisprudenza

La legislazione in materia, però, è lacunosa, secondo gli addetti ai lavori. In base alla giurisprudenza consolidata le infiorescenze con tenore superiore allo 0,5 per cento di thc rientrano nella nozione di sostanze stupefacenti poiché tale principio attivo risulta in grado di determinare, seppur in termini modesti, uno stato psicoattivo. Tali valori possono mettere in pericolo la salute di un eventuale assuntore? In materia non c’è una corrente di pensiero unica. —

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