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Gettato carburo nel cassonetto: un boato ha svegliato Sacile

Il contenitore dei rifiuti era all’esterno del centro commerciale Serenissima. L’esplosione poco prima dell’alba, in molti hanno pensato a un aereo supersonico 

SACILE. A San Giovanni del Tempio lo chiamano l’ “Unabomber dei rifiuti” ma potrebbe essere un gruppo di goliardi quello che ha fatto esplodere, domenica mattina alle 5, il cassonetto nel centro Serenissima. I resti del cassonetto accartocciato sono stati recuperati, ieri all’alba, con l’immondizia finita a qualche metro di distanza, dai netturbini.

Ignoto è il “bombarolo” che potrebbe avere inserito nel cassonetto del carburo, dopo essersi diretto sul lato sud del centro commerciale dove ha ...

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SACILE. A San Giovanni del Tempio lo chiamano l’ “Unabomber dei rifiuti” ma potrebbe essere un gruppo di goliardi quello che ha fatto esplodere, domenica mattina alle 5, il cassonetto nel centro Serenissima. I resti del cassonetto accartocciato sono stati recuperati, ieri all’alba, con l’immondizia finita a qualche metro di distanza, dai netturbini.

Ignoto è il “bombarolo” che potrebbe avere inserito nel cassonetto del carburo, dopo essersi diretto sul lato sud del centro commerciale dove ha rovesciato i rifiuti di un cestino nell’aiuola. Atti vandalici senza una ragione e la deflagrazione non ha provocato feriti: per fortuna l’area commerciale era deserta, con le saracinesche abbassate e parcheggio vuoto.

«Un boato improvviso come se fosse scoppiata una bomba e poi è sceso il silenzio surreale». È quello che hanno raccontato i residenti nel condomino in via Interna: si sono svegliati di soprassalto, spaventati. Il botto che ha squarciato l’aria è stato sentito anche a Villorba e il vortice di ipotesi è rimbalzato, dopo pochi minuti, sui profili dei social network. Lo scoppio ha creato subito allarme nella zona, ma tanta gente non si è accorta fino a ieri dell’esplosione del contenitore che è andato completamente distrutto.

«L’esplosione – ha fatto eco la lista civica Sps a San Giovanni del Tempio – è stata fortissima. Ma domenica mattina nessuno ha collegato il boato al cassonetto. Se qualcuno fosse passato vicino al cassonetto al momento dello scoppio le conseguenze sarebbero state gravi».

L’ipotesi di alcuni sacilesi è quella di una mistura di carburo di calcio: una sostanza di per sé non combustibile ma che, a contatto con l’acqua, forma gas fortemente esplosivi, cioè acetilene.

Qualcuno ha ricordato i giochi pericolosi con il carburo infilato nei bidoni nel 2007 a San Quirino, dove un ragazzo di 19 anni ha perso la vita. Ipotesi in circolo tanto che alcuni residenti a Villorba anno pensato che lo scoppio fosse provocato da un F16 nei cieli di Aviano: con l’effetto di un boom sonico a Sacile.

Fantasie a ruota libera che si sono concentrate sull’ipotesi di un meteorite: un bolide che avrebbe attraversato i cieli del Lido di Venezia illuminandoli a giorno con un rumore assordante, che è stato ripreso alle 4.58 da Maurizio Eltri, del gruppo Astrofili in laguna ma la tesi è naufragata in fretta. L’avvistamento a Venezia è infatti capitato 24 ore prima del boato a Sacile. L’esplosione del cassonetto è l’ipotesi più realistica che apre una serie di dubbi: sull’identità del “bombarolo”. Ha agito lontano dalla zona videosorvegliata nel centro commerciale e poi si è dileguato: sarà una sfida identificarlo.