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«Ideal Standard bonifichi lo stabilimento e lo lasci libero per avviare una start up»

LA PROPOSTAUn’area industriale che non è simbolo soltanto di degrado, ma di un’amara sconfitta per la provincia. Un’area che ha un potenziale e alla quale potrebbe essere data nuova vita, magari...

LA PROPOSTA



Un’area industriale che non è simbolo soltanto di degrado, ma di un’amara sconfitta per la provincia. Un’area che ha un potenziale e alla quale potrebbe essere data nuova vita, magari partendo da start up di giovani. Stiamo parlando dello spazio ubicato a Orcenico di Zoppola nel quale sino a quattro anni fa era attivo lo stabilimento dell’Ideal Standard, che dava lavoro a 400 addetti e che oggi è una cattedrale nel deserto. L’incuria domina: si pensi che, nei giorni scorsi, una gu ...

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LA PROPOSTA



Un’area industriale che non è simbolo soltanto di degrado, ma di un’amara sconfitta per la provincia. Un’area che ha un potenziale e alla quale potrebbe essere data nuova vita, magari partendo da start up di giovani. Stiamo parlando dello spazio ubicato a Orcenico di Zoppola nel quale sino a quattro anni fa era attivo lo stabilimento dell’Ideal Standard, che dava lavoro a 400 addetti e che oggi è una cattedrale nel deserto. L’incuria domina: si pensi che, nei giorni scorsi, una guardia giurata è stata morsa da un serpente mentre effettuava un controllo nel sito. Un episodio che non è passato inosservato e che ha fornito uno spunto di riflessione in primis al mondo sindacale.

A intervenire è Franco Rizzo di Femca Cisl, sindacalista che ha seguito tutte le tappe della storia di Ideal Standard, dai tempi d’oro al declino. Da lui arriva l’invito a «un rilancio di quell’area industriale in cui ora restano solamente il desolante e decadente stabilimento e le erbacce, rifugio per serpenti, dopo che alcuni pezzi di pregio sono stati rubati e le macchine sono state spostate nei siti di Trichiana e Roccasecca. Un imbarazzo per chi non ha risposto agli appelli e non ha creduto alla serietà dei progetti proposti, tra cui quello della coop Idealscala, un dolore per chi ha lasciato in quel sito i ricordi di anni di lavoro e lotte, uno scomodo richiamo per le élite che si sono girate dall’altra parte dopo passerelle e promesse». Rizzo richiama in causa Ideal Standard, ormai da tempo fuori della scena pordenonese, e lancia a quest’ultima una proposta, «anche se si rivelerà incapace di togliere l’amarezza di un tardo e insufficiente risarcimento. La multinazionale perché non compie un piccolo gesto, piccolo per la dimensione degli interessi che muove, e non devolve alla comunità l’area dell’ex Ideal Standard di Orcenico dopo averla opportunamente bonificata? – è l’idea del sindacalista –. Perché la Regione non si prodiga per questo limitato e tardivo risarcimento? Perché il sindaco di Zoppola, Francesca Papais, le comunità della zona, le associazioni, le start up di giovani non presentano una serie di proposte innovative per dare nuova vita a questo spazio e renderlo utile?».

Quindi la chiamata a raccolta, ancora una volta, degli attori del territorio, che già in passato nella vicenda Ideal Standard si sono dimostrati capaci di fare squadra. «Perché almeno su questa progettualità non apriamo petizioni, richieste e concorsi? – prosegue Rizzo –. Se la politica vuole riaprire un dialogo con la comunità e se l’azienda vuole lasciare il territorio con un atto finale di gratitudine, per una storia che ha reso grande la ceramica italiana e Ideal Standard, la donazione dell’area rappresenterebbe un gesto “naturale”. Il mio è un appello in attesa di altre voci che diano forza a questa richiesta e sappiano rimettere in gioco un bene che è giusto torni, pulito e utilizzabile, alla comunità». Rizzo è convinto che si possa scrivere una nuova pagina di quell’ampio spazio industriale, uno dei simboli del glorioso passato industriale della provincia. Passato, appunto.

Secondo il sindacalista un futuro ci può essere: l’importante è agire in maniera convinta per fare in modo che si registri una svolta. Atti concreti e non parole. Di queste se ne sono sentite abbastanza negli ultimi anni e il risultato è dinanzi agli occhi di tutti.—