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ciclismo

Di Luca: lo Zoncolan è terrificante

Anche il vincitore della Liegi impressionato dalla salita

OVARO. «Mi avevano raccontato della durezza dello Zoncolan, ma non immaginavo una salita così bestiale» ecco il primo commento di Danilo Di Luca, il fresco vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi e uno dei favoriti per il successo finale del Giro d'Italia, appena sceso dalla bicicletta in cima alla montagna più temuta della corsa rosa che comincerà tra una settimana esatta. Compagna della salita del Killer di Spoltore è stata la pioggia che non ha cessato neppure per un istante di cadere durante la ricognizione avvenuta nel pomeriggio di ieri. Neppure il maltempo (in vetta, a quota 1.750, la temperatura si aggirava sui 5 gradi sopra lo zero) ha frenato il campione abruzzese seguito nell'occasione dal compagno Alessandro Spezialetti e sull'ammiraglia dal direttore sportivo Stefano Zanatta. Prima di fare conoscenza con il “Mostro”, Di Luca im mattinata era andato a provare l'ultima parte della tappa dolomitica in programma il 27 maggio e che si concluderà con la scalata, uno dietro l'altro, dei passi Giau, Tre Croci e arrivo sulle Tre Cime di Lavaredo. «Il Giau è una salita molto lunga e impegnativa, però è posta a parecchi chilometri dall'arrivo, quindi credo che la selezione vera si farà soltanto nel finale, sulle Tre Cime» spiega il capitano della Liquigas che non si è accontentato di “leggere” la tappa sulla carta, ma ha voluto provarla in bicicletta. Come pure lo Zoncolan che - assicura - è «più duro dell'Angliru (17,7 chilometri con una pendenza media del 7,90 per cento, ndr)».

«Questa è una salita durissima e sono certo chi avrà ancora energie nelle gambe potrà fare la differenza - continua - È una tappa che tutti i grandi scalatori vorrebbero avere nel loro palmares, quindi lo spettacolo è assicurato».
Ieri, Di Luca ha provato lo Zoncolan nelle condizioni peggiori che gli hanno comunque permesso di farsi una “fotografia” precisa di ciò che attenderà i corridori mercoledì 30 maggio. «Il fondo è ottimo - ha osservato - “tiene” bene, anche con la pioggia si può salire in piedi senza rischiare cadute».

Pure Spezialetti, che insieme a Di Luca ha vissuto delle stagioni importanti in Friuli tra i dilettanti quando correva con la maglia giallonera del Record Caneva, è rimasto molto impressionato dall'asprezza dello Zoncolan: «É una salita da veri scalatori. Qui qualcuno può perdere il Giro d'Italia».
La coppia della Liquigas, prima di affrontare la salita più dura d'Europa, ha voluto visionare anche l'ascesa di Tualis che rappresenterà l'antipasto di ciò che attenderà il gruppo pochi chilometri dopo. «Potrebbe sembrare una salita da niente - ha affermato Di Luca - ma sarà qui che avverrà la prima selezione». Per mancanza di tempo i Liquigas si sono limitati a percorrere quel tratto in automobile, ma tanto è bastato per farsi un'idea precisa di come andrà affrontata la tappa. Qualche preoccupazione aveva manifestato il direttore sportivo della Liquigas, Stefano Zanatta, per il fatto che le ammiraglie non potranno seguire i corridori sullo Zoncolan, ma dopo aver visto la salita si è reso conto che la scelta degli organizzatori di ricorrere ai motociclisti per scortare i primi 60 del gruppo è la più sensata.

Con il sopralluogo di Di Luca molto probabilmente si è chiusa la serie dei test degli uomini di classifica sulla salita carnica. Il Giro (al quale ieri ha rinunciato Michele Scarponi della Acqua&Sapone ascoltato nei giorni scorsi dalla Procura antidoping del Coni in merito al suo coinvolgimento nell'Operacion Puerto) infatti bussa già alle porte: tra sette giorni il via in Sardegna con la cronometro a squadre della Maddalena e il conto alla rovescia per la resa dei conti sull'ultima salita della novantesima edizione potrà cominciare.

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