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Alla guida della Bmw M3 Gtr alla 24 Ore del Nurburgring

Cappellari e Orioli di nuovo assieme

Con loro Gollin e Bellicchi In coppia hanno un precedente: quinti nel 1988 in Germania

UDINE. Fine settimana da ricordare quello che attende il Friuli dell’automobilismo sportivo. Oltre alla cronoscalata Verzegnis - Sella Chianzutan, infatti, in programma sabato e domenica, a 1000 chilometri di distanza sul circuito del Nurburgring due friulani, Luca Cappellari ed Edi Orioli, si ritroveranno di nuovo assieme (è la quarta volta sui 27 km del mitico tracciato tedesco) alla guida di una Bmw M3 Gtr del team Duller Motorsport per la 24 Ore. In equipaggio con loro ci saranno pure Maurizio Gollin, campione del mondo Gt 2004 con Cappellari, e Andrea Bellicchi, leader della classifica nell’Etcs Championship, lo stesso in cui è impegnato Luca. Per Orioli, dopo i raid africani, è un ritorno alla velocità pura. «Non è un mistero che io ami le prove di durata – spiega –; mi piace gestire la vettura e sono preparato dal punto di vista fisico a questo genere di prove. Non mi spaventa, insomma, l’idea di restare alla guida per ore e ore, anche di notte. Quanto alla velocità, mi manca un pizzico di conoscenza con questa vettura, che ho provato una settimana fa proprio al Nurburgring, prendendo però subito una certa confidenza». Un Orioli dunque caricatissimo e convinto di poter fare bene anche in questa massacrante gara. «I primi giri sono fondamentali – riprende – poi bisogna memorizzare alla perfezione il circuito, che è il più lungo del mondo e, dunque, difficile da tenere a mente e da guidare, soprattutto con il buio. Comunque, non faccio distinzioni: di giorno sarà certamente più bello e divertente, ma so che mi toccherà anche la notte e la cosa non mi preoccupa affatto. Anzi, sono felice di potere tornare su questo tracciato assieme a Luca, che mi ha invitato e che ringrazio: certe occasioni non capitano ogni giorno nella vita, dunque non potevo proprio dirgli di no». Cappellari se la ride soddisfatto, ripensando alle esperienze precedenti sul circuito tedesco, che l’hanno quasi sempre gratificato: «Nel 1998, proprio con Edi, abbiamo colto un risultato strepitoso, anche allora a bordo di una Bmw: quinti assoluti e primi di classe, con il solo Filippo Salvarani ad alternarsi alla guida con noi due. Ora saremo in quattro, con altri due personaggi, quali Gollin e Bellicchi, che con il pedale dell’acceleratore hanno un feeling particolare, due grossi piloti davvero. Dunque, se la vettura reggerà, come spero, potremmo cogliere un altro buon risultato. Andiamo in Germania decisi». Quella prossima, peraltro, sarà un’edizione record quanto a partecipazione, con ben 280 vetture al via. «Per riuscire a partire tutti gli organizzatori saranno costretti a creare tre diversi scaglioni, staccati di un minuto l’uno dall’altro. Poi, è chiaro, alla fine del primo giro i distacchi si saranno annullati e saremo 280 vetture in lotta una accanto all’altra. Una bagarre incredibile, ma anche affascinante, unica nel suo genere, come unica al mondo è questa corsa». Una corsa anche piena di rischi, di pericoli e di difficoltà. «I 27 chilometri del circuito propongono condizioni atmosferiche differenti, passando dal sole alla pioggia con estrema facilità. Poi i rettilinei, nei quali si raggiungono velocità vertiginose, mentre altri punti sono ricchi di dossi e di curve di ogni genere
e il minimo errore può essere fatale. Poi bisogna fare i conti con la stanchezza, con la visibilità precaria di notte, con le distrazioni degli altri piloti e dei meno professionali: insomma, il Nurburgring è la Le Mans dei tedeschi, ma è sicuramente più bella e affascinante della gara francese».

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