Menu

Sabato in Svezia il via della nuova stagione

Di Centa vuole vincere
un oro mondiale

UDINE. Col passare delle stagioni uno dovrebbe farci l’abitudine, invece, per Giorgio Di Centa, il cui debutto in Coppa del mondo risale al dicembre di 15 anni fa, è sempre come il primo giorno di scuola. Come negli anni precedenti la testa è affollata dai dubbi («Non sai mai in quali condizioni sei veramente...») che, al solito, si scioglieranno nelle prime gare. Dubbi che aumentano con l’incalzare dell’età e per il carabiniere di Treppo Carnico, quest’anno fanno 36, anche se la carta d’identità non dovrebbe essere un problema visto che Giorgio è uno che è “uscito” tardi, dando il meglio di sè dopo aver superato i 30 anni.

Si riparte per una nuova avventura, come l’affronti?

«Ogni anno è più difficile ripartire ed essere subito pronti. L’età c’entra, eccome!, perchè i tempi di recupero si allungano... Questo è l’aspetto negativo, però, ce n’è anche uno positivo, che è rappresentato dall’esperienza maturata in tanti anni di Coppa del mondo che aiuta a superare questi momenti».

I primi test sostenuti nello scorso fine settimana nelle gare Fis di Muonio, in Finlandia, non dicono male...

«Sono abbastanza contento dei risultati considerando che non mi sento ancora in piena forma e salute. Nella 15 km a passo classico ho faticato un po’ e mi sono piazzato al 25° posto, mentre nella 15 km skating mi sentivo meglio, avvertivo sensazioni migliori e sono riuscito a giungere 4°. Non mi posso lamentare».

Sabato, a Gallivare, in Svezia, dove comincia la stagione di coppa c’è subito una gara a tecnica libera, meglio di così...

«E invece no. La settimana successiva, in Finlandia, si gareggerà a tecnica classica: sarebbe stato meglio il contrario, ci sarebbe stato più tempo per affinare la preparazione e prendere il giusto ritmo, insomma per fare un po’ di rodaggio. E anche per abituarmi al freddo, qui a Muonio, dove ci stiamo allenando, il termometro è fisso sui meno 12-15 gradi e questo mi disturba. Mi sono subito beccato raffredore e bronchite che non vogliono andarsene».

Quando ti lamenti è buon segno: anche l’anno scorso era così e poi hai quasi vinto il Tour de Ski concludendo quinto nella classifica finale di Coppa del mondo, il tuo miglior piazzamento di sempre.

«Per fare bene in coppa bisogna fare un bel Tour de Ski, come ho fatto io».

Però, quest’anno il Tour non è molto favorevole agli italiani: troppe sprint e gare in classico.

«Non è per noi, ma sei quasi obbligato a farlo anche se quest’anno l’obiettivo non è la classifica di coppa. Io cercherò di fare bene e se all’ultima prova (la salita del Cermis, ndr) arriverò con un distacco di 40-50 secondi, allora posso puntare al podio».

Il 2009 è l’anno dei Mondiali di Liberec, nella Repubblica ceca. Saranno gli ultimi Mondiali della
tua carriera visto che hai deciso di chiudere nel 2010: un argento lo hai già vinto nella pursuit di Oberstdorf, ti manca l’oro...

«É l’ultima possibilità e proprio per questo i Mondiali sono nel mio mirino anche se mi sarebbe piaciuto gareggiare in quota, dove vado meglio».

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro