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In Svezia nessuna verifica per i vincitori

Di Centa: controlli antidoping
a singhiozzo per i primi

UDINE. Quando a Gallivare, in Svezia, nella gara d’apertura della stagione di Coppa del mondo, si è accorto che gli atleti saliti sul podio non sono stati sottoposti al controllo antidoping a Giorgio Di Centa è tornato alla mente quanto gli era successo a inizio gennaio al termine della salita del Cermis, la gara conclusiva del Tour de ski chiusa dal campione olimpico al terzo posto. Anche in quella occasione non c’era stato alcun controllo.

Perchè? Il carabiniere di Treppo Carnico se l’era chiesto allora e se lo chiede anche adesso, alla fine della “campagna del Nord dalla quale è appena rientrato a casa per una sosta “mordi e fuggi” prima di ripartire per la Francia.«Come fai a non controllare almeno i primi tre classificati? Mi sembra una cosa logica, me l’aspettavo anche a gennaio quando, finita l’ultima prova del Tour de ski, attendevo insieme con mia moglie. “Vedrai, adesso mi marcano stretto e mi scortano al controllo” dicevo a Rita, sul traguardo. Invece, l’attesa è stata inutile» ricorda Giorgio, ancora con un certo stupore, a distanza di mesi.

A Gallivare il déjà vu. «Proprio così: nessun controllo per gli atleti che sono saliti sul podio della 15 chilometri a tecnica libera. Chissà, forse problemi di budget, in tempi di crisi, forse non ci sono i soldi necessari, ma continuo a non capire». Tanto più che in Svezia, alla vigilia delle gare di apertura, erano corse strane voci. «C’erano stati dei controlli, che abbiamo fatto anche noi italiani, e si diceva che ci fossero cinque casi sospetti, atleti con valori alti, ma poi, dopo ulteriori verifiche, nessuno è stato fermato».

Frammenti, indizi, che non fanno pensare bene in uno sport che in passato non è stato certo immune dalla piaga del doping, basti ricordare lo scandalo scoppiato in Finlandia ai Mondiali di Lahti nel 2001, anche se qualcosa pare stia cambiando. Almeno Di Centa lo spera. «Dal primo gennaio entrerà in vigore anche per noi l’obbligo di rendersi disponibili ogni giorno, in una determinata fascia oraria, per i controlli a sorpresa: credo che sia la strada giusta per limitare il problema».

Oltre ai cattivi pensieri, la trasferta scandinava ha lasciato una punta di rammarico a Giorgio che nella 15 chilometri a skating sperava in un risultato migliore del 29º posto ottenuto. «A Gallivare potevo entrare nei primi dieci, ma un problema alle lenti a contatto e il freddo intenso mi hanno frenato. Un vero peccato. A Kuusamo, a tecnica classica, finire nei trenta sarebbe stato un buon risultato, invece sono finito fuori della zona punti (32º, ndr)».

Le gare finlandesi, per la verità, Di Centa non voleva proprio farle per rientrare anticipatamente in Italia e preparare la trasferta francese di la Clusaz, ma il direttore sportivo azzurro, Silvio Fauner, non è stato d’accordo. «Mi ha detto di restare perchè, anche se in tecnica classica, quelle gare mi sarebbero servite per prendere il ritmo». E poi c’era un altro problema che la dice lunga
di come se la passano gli azzurri. «Cambiare il biglietto non è semplice e di farne un altro non se ne parla...».

L’appuntamento ora è per sabato in Francia, dove, nella 15 km che correrà nella tecnica preferita, Giorgio conta di mettere vicino altri punti ai due racimolati al Nord.

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